Ast Terni, M5S vuole chiuderla o spostarla: intanto l’acciaieria presenta piano riciclo scorie

di Alessandro Avico
Pubblicato il 8 aprile 2019 17:00 | Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2019 17:17
Ast Terni, M5S vuole chiuderla o spostarla: intanto l'acciaieria presenta piano riciclo scorie

Ast Terni, M5S vuole chiuderla o spostarla: intanto l’acciaieria presenta piano riciclo scorie (Foto Ansa)

ROMA – Ast di Terni: da una parte M5S che vorrebbe lo spostamento o addirittura la chiusura dell’acciaieria. Dall’altra l’azienda che presenta un nuovo piano per il riciclo delle scorie. La questione che non piace ai 5 Stelle è proprio quella relativa al problema scorie. Ma spostare l’acciaieria, come vorrebbe Andrea Liberati, consigliere regionale del M5s, potrebbe non essere la soluzione ottimale, soprattutto per chi in quell’azienda ci lavora ormai da una vita.

Secondo Liberati occorre “delocalizzare le acciaierie a Nera Montoro, cioè a dieci minuti di treno da Terni. L’area ex Enichem e quelle contigue sarebbero il posto giusto per condurre queste attività, essendo un’area ben più aperta della Conca e scarsamente antropizzata, mentre tra Terni, Narni e dintorni vivono almeno 150mila persone”. Persone che però potrebbero essere divise tra chi vorrebbe lo spostamento e chi invece no, perché scorie a parte, in quella fabbrica ci lavorano.

E allora ecco che l’azienda ha deciso di attuare un piano proprio per approcciare in maniera diversa lo smaltimento delle scorie. Un investimento di 50 milioni di euro, 9 dei quali destinati a “ricerca e sviluppo”. Il recupero e il riuso delle scorie derivanti dalla produzione di acciaio è stata affidato alla società finlandese Tapojärvi Oy.  Il primo lotto di scorie riciclabili sarà disponibile a partire da settembre 2020, 6 mila tonnellate. Nell’arco di cinque anni le scorie riciclate raggiungeranno il 25% del totale, ovvero 75mila tonnellate. Insomma, un progetto di economia circolare e sostenibilità.

“Sentire parlare Ast di economia circolare e ambiente è un paradosso che fa rabbrividire” – commenta però duramente ancora Liberati, esponente pentastellato ternano, che affonda – “ma quale economia circolare, qui di circolare non c’è proprio niente, a Terni l’economia va soltanto per un verso, quello di sfruttare il territorio e lasciare inquinamento e ricordi del passato”. 

Ma piuttosto che alimentare lo spettro dello spostamento dell’acciaieria, l’azienda, per illustrare il piano che è stato definito appunto di economia circolare e di sostenibilità, martedì 9 aprile a Roma, nella residenza dell’Ambasciatore di Finlandia, presenterà i punti fondamentali del progetto. Un progetto di investimento per il recupero delle scorie di acciaieria con l’obiettivo di trasformarle in materiali da riutilizzare e commercializzare. Da qui appunto l’espressione “economia circolare”.