Australia, il Queensland ancora sotto l’acqua: parte il piano di ripresa

Pubblicato il 5 Gennaio 2011 17:18 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2011 19:38

Gli abitanti del Queensland, nel nord-est tropicale dell’Australia, colpito da inondazioni senza precedenti, hanno affrontato oggi una nuova ondata di piena che per fortuna non ha avuto conseguenze. Gli abitanti però non possono tirare un sospiro di sollievo: sono previste infatti nuovi temporali e forti piogge. Intanto il governo locale ha dato ufficialmente inizio agli interventi di recupero con la creazione di una task force guidata da un generale dell’esercito. Negli ultimi 10 giorni i fiumi in piena sono straripati in 40 città e centri minori, hanno colpito 200 mila persone inondando 1200 case e raggiungendone altre 10700.

Più di 4 mila persone sono state evacuate. Le ultime a soccombere alla piena sono Rockhampton (75 mila abitanti) 600 km a nord di Brisbane, presso la foce del fiume Fitzroy le cui acque hanno superato il livello di 9 metri e dove si attendeva il picco massimo della piena, e da oggi la cittadina di St. George, 550 km più a sud. In una riunione di emergenza convocata dalla premier del Queensland, Anna Bligh, il gabinetto statale ha varato un piano di ripresa, che inizierà con una road map che stabilirà le priorità nelle riparazioni di strade e ferrovie, nel rilancio delle economie regionali e nel supporto alle popolazioni colpite.

La seconda fase riguarderà  la ricostruzione delle case e la decisione di abbandonare aree soggette a inondazioni. ”La ripresa comincia oggi. Non vogliamo perdere un secondo nell’enorme compito di recupero e ricostruzione davanti a noi”, ha detto Bligh. Non sarà chiaro quale saranno i costi del disastro finché le acque non recederanno – ha aggiunto – ma si prevede che raggiungeranno i 5 miliardi di dollari australiani (3,8 miliardi di euro). Secondo le stime degli economisti, le perdite di introiti causate dalle alluvioni avranno un impatto dello 0,7 per cento sul prodotto nazionale lordo. Le operazioni in almeno 40 miniere di carbone sono state interrotte, i raccolti sono andati perduti e i pascoli del bestiame sono sommersi. E l’escalation dei costi di ricostruzione delle infrastrutture danneggiate farà lievitare i prezzi in altri settori dell’economia, con effetto inflazionistico. Intanto oggi gli esperti hanno lanciato un allarme per la Grande Barriera Corallina, al largo della costa pacifica australiana, temendo che l’arrivo in mare con i fiumi in piena di enormi quantità di pesticidi, detriti e altri inquinanti trasportati dalle acque possa comprometterne il delicato ecosistema.

Per quanto riguarda la città di Rockhampton, oggi la città  più popolosa fra quelle colpite dalle inondazioni delle ultime settimane, oggi ha tirato un sospiro di sollievo: la piena del fiume Fitzroy che l’attraversa non ha raggiunto il livello ampiamente previsto di 9,4 metri, ma le autorità avvertono che è troppo presto per dire che il peggio sia passato. Sembra infatti che la tregua sarà breve per la città, poiché l’ufficio meteorologico ha emesso un avviso di grave maltempo nelle aree del bacino del fiume.

Da oltre una settimana le autorità avevano indicato che la piena avrebbe raggiunto il culmine di 9,4 metri, ma da ieri il livello è rimasto a 9,2 metri, risparmiando molte abitazioni. Un livello che però scenderà  di poco nei prossimi 10 giorni. La piena ha costretto 500 residenti a lasciare le proprie case e circa 120 persone sono alloggiate stanotte nel centro di evacuazione, mentre centinaia di altre sono ospitate da familiari o amici. I servizi di emergenza si preparano a gravosi compiti di recupero nei prossimi giorni. Interi quartieri sono sommersi, l’aeroporto rimane chiuso e la Bruce Highway, principale collegamento con l’esterno,è  ridotta a un torrente.