Auto elettrica, la frenata rigenerativa fa consumare ancora meno: come funziona

di Ezio Nini
Pubblicato il 27 Novembre 2019 9:14 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2019 9:14
Auto elettrica, la frenata rigenerativa fa consumare ancora di meno: come funziona il Kers

Una auto elettrica nella foto d’archivio Ansa

ROMA – Auto elettriche come le monoposto di Formula 1. Per un aspetto in particolare: la frenata rigenerativa fonte di notevole risparmio di energia che nel caso delle eV si traduce anche in una riduzione dei consumi. Facciamo un passo indietro: alcuni anni fa, per le monoposto fu introdotta una grande novità: il KERS (Kinetic Energy Recovery System), un sistema che al rilascio dell’acceleratore trasforma il motore elettrico in un generatore che ricarica le batterie e permette di “conservare” il tesoro “comprato” accelerando: l’energia cinetica.

Nel dettaglio il meccanismo funziona cosi: una monoposto che immaginiamo del peso di 700 kg, frena e passa da 300 km/h a 200km/h, cede all’impianto frenante 1,35 milioni di Joule (Joule è la misura dell’energia ed equivale a 1 Watt al secondo). Oggi, anche le auto elettriche (e le ibride) usano lo stesso sistema: se un’auto elettrica frena e riduce la velocità in un secondo, imprime una decelerazione di 2,8 g (g è l’accelerazione gravitazionale, pari a 9,81 m/s 2 ) e la potenza dissipata è di 1350 kW, oltre un megawatt.

Questi dati rendono chiaro che la frenata rigenerativa favorisce poi un nuovo stile di guida. La velocità desiderata si raggiunge velocemente, a quel punto si rilascia il pedale dell’acceleratore e si veleggia in modalità elettrica. Il meccanismo di rilascio, frenata e appoggio permette di ottenere una carica sufficientemente stabile delle batterie, senza mai arrivare alla meta troppo “scarichi” ed essere costretti all’utilizzo del motore termico, con conseguente aumento di consumi ed emissioni. 

Dunque, cambiamento e benefici. Anche perché in un numero sempre maggiore di auto elettriche è possibile, inoltre, regolare l’intensità della frenata rigenerativa a seconda delle esigenze del guidatore. Ci sono poi altri elementi da considerare. Come per esempio che maggiore è la potenza del motore della autovettura elettrica, maggiore è anche la capacità di generare energia, e quindi di recuperare in frenata aumentando così l’autonomia dell’autovettura.

Potenza e autonomia vanno a braccetto nelle auto elettriche, superando le auto tradizionali nelle quali più potenza significa più consumo e meno autonomia. A gestire questi passaggi di energia, da elettrica a cinetica e viceversa, c’è il sistema BMS, Battery Management System: qui entra in gioco il know how delle differenti case automobilistiche. Al di là delle dotazioni, comunque, un dato resta: le auto elettriche consentono un risparmio dal punto di vista energetico che ovviamente si riflette sui costi di rifornimento e quindi a beneficiarne è ovviamente il portafogli di chi possiede o usa una eV.

Da segnalare poi un ulteriore, notevole vantaggio: l’eliminazione della polvere emessa dai ferodi dei freni che costituisce una componente importante delle polveri presenti a livello stradale, la cui nocività è nota. Dunque, frenata rigenerativa significa anche meno polveri sottili create dai materiali d’attrito come pasticche freni e dischi che si consumano disperdendosi nell’atmosfera. In più, si allungano gli intervalli di manutenzione con un consistente risparmio sui costi. Convenienza, guida sostenibile, minor inquinamento: la frenata rigenerativa è un ulteriore passo verso la sostenibilità, un motivo in più per scegliere un’auto elettrica. (Fonte Vaielettrico.it).