Caccia alle balene: Il Giappone protesta con l’Australia , vuole punizione di Sea Shepherd

Pubblicato il 10 Luglio 2010 13:59 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2010 13:59

L’ambasciatore giapponese in Australia ha esortato Canberra ad adottare un atteggiamento piu’ deciso e severo nei confronti del gruppo ambientalista Sea Shepherd, che ogni estate australe si impegna in azioni di disturbo alla flotta baleniera giapponese nell’Oceano Antartico.

Takaai Kojima ha detto alla radio Abc che molti giapponesi sono perplessi per la mancanza di azione dell’Australia contro quelli che definisce atti spesso violenti. La flotta baleniera giapponese conduce un’attivita’ legittima secondo il diritto internazionale e merita protezione, ha affermato l’ambasciatore.
”L’Australia, il Paese di cui Sea Shepherd utilizza i porti e come firmataria degli accordi internazionali sulla sicurezza della navigazione, dovrebbe prendere misure appropriate contro Sea Shepherd per punire e scoraggiare le loro attivita’ violente”, ha detto, aggiungendo che Tokyo rimane delusa del ricorso dell’Australia presso la Corte internazionale di giustizia contro la caccia alle balene nell’Oceano Antartico.

Intanto il leader di Sea Shepherd, Paul Watson, ha invitato a partecipare a future proteste l’attivista neozelandese Peter Bethune, appena condannato a Tokyo a due anni con sospensione della pena per reati legati agli scontri con le baleniere in febbraio. Watson ha promesso di tornare nei mari antartici nella prossima stagione per ostacolare il piu’ possibile le baleniere.

Mentre Bethune si prepara a rientrare in patria, il premier conservatore, John Key, ripete che anche la Nuova Zelanda vuole vedere la fine della caccia alle balene, ma afferma che deve esserci un limite alle attivita’ di protesta. ”Questo genere di azioni puo’ portare a perdite di vita, se non siamo attenti”, ha detto.