Caccia alle balene, ricominciano i dissapori tra il Giappone e gli attivisti di Sea Shepherd

Pubblicato il 20 Dicembre 2010 15:50 | Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2010 16:45

Si rinnova anche quest’anno, con l’estate australe, l’epico duello nei mari antartici fra le baleniere giapponesi e gli attivisti di Sea Shepherd che nelle recenti stagioni ne hanno ostacolato le operazioni, creando anche tensioni fra Tokyo e Canberra.

La flotta giapponese è già in viaggio per un’altra stagione di caccia con pretese ‘scientifiche’ e con una quota di 1000 grandi cetacei da uccidere, sfruttando una scappatoia del trattato baleniero internazionale.

Ha però preso il largo da Hobart, in Tasmania (Australia), anche la supertecnologica nuova arma di Sea Shepherd: un battello intercettore superveloce dal temibile nome di Gojira, il mostro dei film giapponesi conosciuto da noi come Godzilla. Il monoscafo di 30 metri con il suo equipaggio di 11 marinai raggiungerà in mare aperto le altre due navi dell’organizzazione, la Steve Irwin e la Bob Barker, con a bordo altri 80 attivisti.

Il comandante Locky MacLean ha detto prima della partenza che la Gojira è più veloce anche delle navi arpionatrici, le potra’ raggiungere e intercettare. Questa e’ la settima missione di Sea Shepherd contro le baleniere, e potrebbe essere risolutiva, ha detto MacLean. ”Siamo meglio attrezzati che mai, abbiamo l’equipaggio più numeroso e più esperto.

E con il vantaggio di arrivare prima in zona, c’è buona possibilità di cacciarli via per sempre dall’Oceano Antartico”, ha dichiarato. Intanto il ministro degli Esteri neozelandese Murray McCully avverte che quest’anno gli umori dei balenieri giapponesi rispetto agli attivisti di Sea Shepherd sono ”particolarmente incendiabili” e ha esortato entrambe le parti all’autocontrollo per evitare che qualcuno rimanga ucciso, avvertendo anche che quest’anno, per la prima volta, a bordo delle baleniere viaggia anche personale armato della guardia costiera. ”Chiunque pensi a ciò che è avvenuto lo scorso deve temere che vi possano essere perdite di vite umane in queste circostanze”, ha spiegato McCully.

Gli scontri fra le due parti sono stati frequenti in passato e le baleniere hanno subito di tutto dagli attivisti: bombe fumogene o di acido butirrico, eliche bloccate con cavi d’acciaio e arrembaggi. Lo scorso gennaio una delle imbarcazioni di Sea Shepherd, il trimarano ad alta tecnologia Ady Gil, è stato speronato da una delle baleniere ed è affondato. Dopo la collisione il suo skipper Peter Bethune aveva abbordato la baleniera Shonan Maru 2 per protestare direttamente con il comandante ed era stato fermato dall’equipaggio. Riportato in Giappone è stato arrestato e detenuto per cinque mesi, processato in luglio per sconfinamento abusivo, aggressione e altri reati, infine condannato con sospensione della pena ed espulso.