Bangkok vuota: arriva la piena, la città sarà inondata

Pubblicato il 27 ottobre 2011 16:41 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2011 16:49

BANGKOK, 27 OTT – Con la massa d'acqua che continua a premere sugli argini alla periferia nord, Bangkok si prepara a un fine settimana di apprensione di fronte al rischio che le inondazioni responsabili di oltre 370 morti allaghino l'intera capitale: un'eventualita' che ha gia' spinto molti dei 12 milioni di abitanti a lasciare la citta', esortati anche dal governo di Yingluck Shinawatra.

Il governatore Sukhumbhand Paribatra ha oggi dichiarato di non credere che tutti i distretti della capitale saranno allagati, ma la citta' – dopo gli approvvigionamenti da panico che hanno fatto scarseggiare molti generi alimentari nei supermercati – si sta comunque svuotando alla svelta.

Approfittando dei cinque giorni festivi straordinari concessi dal governo, moltissimi migranti interni sono tornati nelle loro citta' di origine, mentre le piu' vicine localita' di villeggiatura come Hua Hin e Pattaya sono prossime al tutto esaurito.

Le zone limitrofe al fiume Chao Praya hanno gia' subito allagamenti, che finora hanno interessato aree in 23 distretti su 50 nella capitale. L'alta marea presente da domani nel Golfo di Thailandia potrebbe pero' far esondare il fiume in quantita' molto piu' elevate. Sul fronte nord, dove i sobborghi sono sott'acqua da due settimane, il timore e' che la pressione faccia cedere le barriere di protezione. L'aeroporto interno Don Meuang, penetrato dall'acqua due giorni fa, rimarra' chiuso almeno fino a prossimo martedi'.

Mentre gli ordini di evacuazione riguardano sempre piu' quartieri periferici, l'incombente minaccia sul centro della capitale contribuisce a un clima di estrema incertezza. ''Stiamo combattendo contro le forze della natura'', ha dichiarato oggi il primo ministro Yingluck, che per un attimo e' sembrata sull'orlo delle lacrime. La premier, in carica da due mesi, e' oggetto di aspre critiche da parte dell'opposizione per la sua gestione.

Le incognite riguardano anche la durata dell'emergenza, che secondo il governo potrebbe prolungarsi fino a tutto novembre. Oltre ai danni all'agricoltura e all'industria – e' andato perduto il 14 per cento del raccolto del riso e sono sott'acqua migliaia di fabbriche – ora sono le conseguenze sul turismo a preoccupare. Diversi Paesi, tra cui la Cina e la Gran Bretagna, hanno messo in guardia i loro cittadini dall'andare a Bangkok; si prevede che la crisi costera' alla Thailandia tra 500 mila e un milione di arrivi in meno.