Barry Commoner morto a New York: fu il fondatore dell’ecologia moderna

Pubblicato il 2 ottobre 2012 0:19 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2012 0:32

NEW YORK – Il fondatore dell’ecologia moderna, Barry Commoner, è morto a New York il 1° ottobre. Commoner aveva 95 anni e fu uno dei primi a smuovere il dibattito negli Stati Uniti sul diritto dell’opinione pubblica di comprendere i rischi e prendere decisioni in materia di ambiente. Nel 1970 Commoner conquistò la copertina del Time, che lo definì “Il Paul Revere dell’ecologia”.

I cittadini hanno il diritto di conoscere i danni per la salute dei prodotti che usiamo nella vita quotidiana, sosteneva Commoner: un’idea largamente accettata oggigiorno, ma che negli anni Cinquanta e Sessanta, in un’America ipnotizzata dalle nuove tecnologie nel mondo dell’auto, della plastica, degli spray chimici e dell’energia atomica, era in realtà rivoluzionaria e radicale.

Nel ‘Cerchio da Chiudere’ Commoner aveva indicato quattro leggi dell’ecologia: ”Ogni cosa e connessa con ogni altra; ogni cosa deve finire da qualche parte; la natura è l’unica a sapere il fatto suo; non si distribuiscono pasti gratuiti”, nel senso che le risorse della Terra sono limitate e bisogna contenere gli sprechi. Anche in questo caso, frasi che oggi suonano banali, ma la cui profonda verità è entrata nel modo di pensare e di vivere corrente.

Cresciuto a Brooklyn durante la Grande Depressione e educato a Columbia e Harvard, Commoner era arrivato a guidare i primi passi del movimento verde armato di una combinazione di esperienza scientifica e zelo di sinistra. Il suo lavoro sugli effetti globali del fallout radioattivo contribuirono all’adozione del Trattato per il bando degli esperimenti nucleari del 1963. Nel 1980, senza successo, si era candidato alla Casa Bianca.

La copertina di Tim lo definì il ‘Paul Revere’ degli ambientalisti, facendo riferimento al pioniere dell’indipendenza americana che allertò in una epica cavalcata le milizie coloniali dell’avvicinamento degli inglesi. Commoner non era l’unico che aveva suonato l’allarme, ma fu il più efficace a trasformare l’ambientalismo in una forza politica.