Belgio allagato: il Paese sommerso dall’acqua, tanti i danni e i disagi

Pubblicato il 15 novembre 2010 16:15 | Ultimo aggiornamento: 6 dicembre 2011 17:14

Il Belgio è finito sott’acqua: è di due morti e di un disperso il bilancio dell’ondata di maltempo che si è abbattuta tanto sul sud francofono quanto sul nord fiammingo. La pioggia, a partire da giovedì 11 novembre, ha provocato colate di fango, straripamento di fiumi, inondazioni, crollo di almeno una diga del canale Charleroi-Bruxelles a Leeuw St.Pierre alle porte della Capitale, blocchi del traffico ferroviario, evacuazioni di ospedali e ospizi a bordo di canotti e barche, ma anche intervento dell’esercito per vuotare edifici d’abitazione in pericolo, con schieramento di paracadutisti – a Lot – per evitare episodi di sciacallagio. A morire nella notte tra sabato e domenica sono stati due abitanti di Solre-Saint-Gery, un paese della provincia di Hainaut vicino alla frontiera francese, attraversato dal fiume Hante.

Una donna di 72 anni è rimasta intrappolata nella sua auto. Un altro abitante del villaggio ha perso la vita travolto dalle acque. Il corpo e’ stato ritrovato, ma non è ancora chiara la dinamica del fatto. A Lessines, nella provincia dell’Hainaut che è una delle più colpite, una donna è stata trascinata via dall’acqua mentre attraversava un ponte. Il suo corpo non è stato ritrovato ed è data per dispersa anche se si nutrono poche speranze. Grandi parti delle Fiandre orientali, la zona nord del paese con vaste aree sotto il livello del mare, sono sott’acqua.

Ma non è andato meglio nel Brabante Vallone o nella zona di Mons. Le immagini trasmesse dai telegiornali mostrano un paese al limite delle forze ma ancora lontano dal panico. Anche se c’è sconcerto, le reazioni sono state composte. Con episodi di solidarietà da altri tempi, come quello dei calciatori della zona fiamminga di Londerzeei, che – vista la sospensione del campionato – si sono proposti come volontari al borgomastro Jozef De Borger. A Tubize, un’altra delle località più colpite, gli abitanti anziani hanno parlato di ”mai visto”. A Rebecq il livello dell’acqua ha raggiunto il metro e mezzo e la ministra dell’interno, Annemie Turtelboom in visita con stivali arancioni, ha affermato che ”non posso immaginare che non venga riconosciuto lo stato di catastrofe naturale”. Sarebbe la dichiarazione che permetterebbe ai cittadini di chiedere il risarcimento dei danni alle assicurazioni. Danni che però è ancora difficile quantificare.