Berlusconi: “Il nucleare è il futuro, moratoria per fermare i referendum. Italiani spaventati, oggi non capiscono”

Pubblicato il 26 Aprile 2011 14:38 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2011 14:38

Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy (foto LaPresse)

ROMA – Moratoria sì ma solo perché lo consigliano i sondaggi.  Abbandono invece no, il governo non ci pensa minimamente. Silvio Berlusconi sceglie la conferenza stampa con Nicolas Sarkozy dopo il vertice italo-francese per spiegare qual’è la vera strategia dell’esecutivo per il nucleare. Si tratta di evitare il referendum (12 e 13 giugno) in un momento in cui la popolarità dell’atomo, causa Fukushima, è ai minimi storici e riprendere la questione in mano quando le acque si saranno calmate. Se ne ha abbastanza senza considerare l’effetto “sabotaggio” che il mancato referendum sul nucleare finirà per avere sul quesito relativo al legittimo impedimento.

‘Siamo assolutamente convinti che l’energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo” spiega Berlusconi in conferenza stampa. Quindi aggiunge: ”L’energia nucleare è sempre la più sicura”. Quanto al disastro di Fukushima, per il premier la causa sta nel fatto che la centrale è stata costruita su di un  terreno non idoneo.

Quindi, sull’atomo, nessun dietrofront. Solo un congelamento dovuto ai sondaggi: la tragedia di Fukushima in Giappone ”ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini”, ha spiegato Berlusconi. ”Se fossimo andati oggi a quel referendum, il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire. Il governo quindi – ha sottolineato – responsabilmente ha ritenuto di introdurre questa moratoria sul nucleare per far si’ che si chiarisca la situazione giapponese e per far si’ che magari dopo un anno o due si possa ritornare ad avere un’opinione pubblica consapevole della necessità  di tornare all’energia nucleare”.

Berlusconi ha tra l’altro ricordato come l’Italia, con Enrico Fermi, sia stato il primo Paese al mondo a saper sfruttare l’energia nucleare ed ”era all’avanguardia nella realizzazione di centrali nucleari negli anni Settanta. Poi sappiamo cosa è’ accaduto: l’ecologismo di sinistra – ha accusato il premier – si e’ messo di traverso e l’Italia ha dovuto interrompere i lavori di centrali che erano quasi terminate. Da allora noi dobbiamo acquisire tutta l’energia che consumiamo all’estero e questo ci porta ad un costo che grava su tutta la nostra economia oltre che sulle famiglie italiane”.

Quanto alla Francia, se e quando il cammino del nucleare italiano riprenderà, sarà la prima beneficiaria. Per Berlusconi, infatti, i ”molti contratti tra Italia e Francia non vengono abrogati, non vengono annullati”.