Bisagno, Sarno, Seveso, Arno, Tagliamento: 5 fiumi da mettere in sicurezza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2014 21:19 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2014 21:19
Bisagno, Sarno, Seveso, Arno, Tagliamento: 5 fiumi da mettere in sicurezza

Una veduta di Genova dall’elicottero dei vigili del fuoco in una foto del 10 ottobre 2014. ANSA/UFFICIO STAMPA VIGILI DEL FUOCO

ROMA – Bisagno, Sarno, Seveso, Arno e Tagliamento: cinque fiumi da mettere in sicurezza, e il governo assicura che sono le “priorità” nella lista dei cantieri. Dopo l’alluvione di Genova Erasmo D’Angelis , capo di #italiasicura (struttura contro il dissesto idrogeologico messa in piedi da Renzi proprio ieri) prova a rassicurare le popolazioni preoccupate dal ripetersi dei disastri meteorologici nelle località di cui si sanno da decenni rischi e criticità. Nel caso di Genova, da 60 anni. I buoni propositi annunciati dal governo vanno a sbattere contro i ricorsi presentati dalle imprese che hanno perso gli appalti.

“Mettere in sicurezza il fiume Bisagno, assieme al Sarno in Campania e al Seveso in Lombardia, dove il rischio di esondazione è elevato, è fra le priorità” del Governo nella lista dei cantieri anti dissesto idrogeologico. In particolare per il Bisagno, con opere finanziate per 35,7 milioni dall’ottobre 2010, “hanno lavorato soprattutto avvocati e magistrati per un contenzioso legale” sull’assegnazione dell’appalto per i lavori. Il 9 luglio scorso, ricorda D’Angelis, “il Tar del Lazio ha rigettato tutti i ricorsi ma le ditte che avevano contestato l’assegnazione dell’appalto hanno presentato una diffida contro il presidente della regione Liguria che è commissario dell’opera a non procedere fino alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza. Ma queste opere – prosegue D’Angelis – devono partire a maggior ragione oggi”, dopo quello che è successo a Genova.

Sempre a causa di conflitti legali “sono bloccati lavori per 247 milioni per mettere in sicurezza il fiume Sarno, che nel 1998 provocò 160 morti, e 41 milioni per il Tagliamento”. Per evitare queste situazioni, D’Angelis osserva che con la riforma del codice degli appalti deve essere previsto che “per quelle opere che salvano vite umane quando c’è l’aggiudicazione i lavorai devono partire e che non siano bloccati per eventuali ricorsi. Alla fine del contenzioso potrà invece essere prevista una compensazione economica”.

Sono stati sbloccati e dovrebbero partire a breve, invece, i lavori per i fiumi Seveso (50 milioni disponibili su un totale di 120) e Arno (24 milioni disponibili su 180). “Il governo è impegnato a trovare i fondi” per il completamento delle opere, ha aggiunto il capo della missione #italiasicura rilevando che “con lo Sblocca Italia è stato aperto un fondo in cui ci sono ora 110 milioni di euro per la difesa delle aree metropolitane a rischio. Risorse che vanno ad aggiungersi a 2,5 miliardi non spesi per opere varie contro il dissesto idrogeologico. Due miliardi saranno impiegati entro i primi mesi del 2015”.