Brasile sommerso dalle acque: 335 morti. Il ministro: “Scenario da guerra”

Pubblicato il 13 Gennaio 2011 8:33 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2011 11:54

Inondazioni in Brasile

Oltre 300  morti e un paesaggio da “scenario di guerra”. E’ il Brasile sommerso da una settimana di piogge violente che hanno colpito soprattutto la zona centro meridionale del Paese.  In poco più di 24 ore, sullo stato di Rio de Janeiro sono cadute l’84% delle precipitazioni previste per l’intero mese di gennaio: un vero e proprio diluvio che ha provocato allagamenti, frane, smottamenti con un bilancio delle vittime, 335 per ora,  che sembra destinato a salire ancora.

Secondo le autorità brasiliane, le zone più colpite sono la regione montagnosa di Serrana, a nord di Rio. Nella sola cittadina di Teresopolis, 100 km a nord della capitale statale, le vittime sono finora almeno 130. Stando al sindaco, altre 50 persone risultano  disperse e la città viene descritta da testimoni come “una mare di fango”.

Un migliaio di persone sono senzatetto e si sono rifugiate in centri di accoglienza predisposti dal Comune. La protezione civile locale (la Defesa Civil) ha invitato gli abitanti delle case minacciate a rifugiarsi in edifici sicuri, scuole e chiese. Altre 107 persone sono invece morte a Nova Friburgo (140 chilometri da Rio) e 20 a Petropolis. Mercoledì 12 gennaio tre pompieri sono stati seppelliti da uno smottamento di terra proprio a Nova Friburgo, e sono le prime vittime di questa località.

La presidente brasiliana Dilma Rousseff ha dato via libera ai primi aiuti per un valore pari a 500 milioni di dollari e giovedì 13 gennaio sorvolerà la zona disastrata a bordo di un aereo. Operazione già compiuta dal ministro per l’integrazione Fernando Bezerra che, atterrato, ha spiegato desolato ai cronisti: ”Quello che abbiamo visto e’ un panorama desolante, provocato dalla violenza dell’acqua e dalle frane delle colline, che hanno fatto morti e danni gravi alle strade, le abitazioni e le infrastrutture della zona”,

In molti quartieri delle tre città più colpite mancano elettricità, collegamenti telefonici e acqua potabile. Nelle ultime 24 ore sono caduti 340 millimetri di pioggia. I fiumi sono straripati, le vie sono state sommerse e case intere sono state portate via dalla corrente. A Petropolis, il centro turistico della regione, dove l’imperatore Don Pedro II passava le vacanze estive, la gente per strada si è dovuta arrampicare sugli alberi per non essere portata via dalla furia dell’acqua e molti edifici storici sono rimasti danneggiati dall’alluvione.Numerose strade, ferrovie e aeroporti sono inagibili. Molte località isolate non sono raggiungibili via terra.

La Marina ha mobilitato i suoi elicotteri per soccorrere le popolazioni, in appoggio a quelli dei pompieri. Situazione grave anche negli stati di Minas Gerais e San Paolo. In quest’ultimo, fra lunedi e martedi ci sono stati 13 morti. Non è stata risparmiata neppure la megalopoli di San Paolo, dove vari quartieri sono stati sommersi dall’acqua e dove i fiumi Tieté e Pinheiros sono straripati, causando immensi ingorghi. Tre senzatetto che dormivano sotto un ponte per ripararsi dalla pioggia sono stati portati via dalla corrente.

In tutto, 47 comuni hanno decretato lo stato d’emergenza, e la Difesa civile ha mobilitato soccorsi da tutto il Paese. Il timore ora è che dopo le inondazioni scoppino epidemie a causa delle acque inquinate e per la proliferazione, grazie all’abbondanza di acqua, della zanzara che trasmette la dengue.

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