Brescia città più inquinata d’Italia. Viterbo quella meno. Roma primato voragini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 dicembre 2018 12:10 | Ultimo aggiornamento: 19 dicembre 2018 13:09
Rapporto Ispra: Brescia è la città più inquinata. Roma ha il primato delle voragini: 136 (foto Ansa)

Rapporto Ispra: Brescia è la città più inquinata. Roma ha il primato delle voragini: 136 (foto Ansa)

ROMA – La città più inquinata? Brescia. La città con più voragini? Roma. La città meno inquinata? Viterbo. Questi i risultati del dossier Ispra sulla qualità ambientale nelle aree urbane.

A rivelarlo è l’edizione 2018 del rapporto Ispra-snpa sulla qualità dell’ambiente urbano, presentato a Roma a palazzo Giustiniani dal presidente dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Stefano Laporta, e dal direttore generale Ispra, Alessandro Bratti.

Le città più inquinate. Sono in tutto 19 le città che hanno oltrepassato il limite giornaliero (al 10 dicembre) per il PM10. Brescia, con 87 giorni, è la città con il maggior numero di superamenti, seguita da Torino e Lodi con 69.

Viterbo, che non ha mai oltrepassato il limite, si attesta invece come campione di qualità dell’aria tra le aree urbane.

Altra notizia preoccupante che arriva dal rapporto è che i comuni consumano (tanto) terreno. Si verificano fenomeni di sprofondamento in particolare a Roma dove negli ultimi 10 mesi del 2018 si registrano ben 136 voragini. Non solo: “Il comune di Roma, tra il 2016 e il 2017, ha visto sfumare tra i 25 e i 30 milioni di euro in termini di perdita dei principali servizi ecosistemici”.

Complessivamente, dal 1960 ad agosto 2018, nei 120 Comuni presi in esame si contano 2.777 “sinkholes”, cioè voragini, di cui, oltre a quelli della capitale, 562 a Napoli, 150 a Cagliari, 72 casi a Palermo.

In linea generale nei comuni capoluoghi di Provincia, il rischio frana è meno rilevante rispetto a quello del territorio italiano: il 3,6% del territorio è classificato a pericolosità da frana elevata P3 e molto elevata P4 (Piani di Assetto Idrogeologico) a fronte di una media nazionale che raggiunge, nelle stesse classi di pericolosità, l’8,4%. Complessivamente sono 24.311 le frane censite fino al 2017 nei 120 comuni. La superficie complessiva delle aree a pericolosità per frana ammonta a quasi 2.400 km2 (11,4%), di cui 753km2 (3,6%), dove risiedono oltre 189 mila abitanti, classificate a pericolosità elevata P3 e molto elevata P4.

I Comuni con più abitanti a rischio frana sono: Napoli, Genova, Catanzaro, Chieti, Massa e Palermo. Negli stessi territori la probabilità di alluvione è però superiore alla media nazionale: la percentuale di aree a pericolosità media P2 (tempo di ritorno tra 100 e 200 anni) è pari al 17% del territorio dei 120 comuni, mentre il dato nazionale si attesta all’8,4%. Inoltre, la popolazione a rischio alluvioni nelle stesse aree (2.195.485 ab.) è pari al 12% della popolazione residente a fronte di un dato nazionale del 10,4%. Vi sono 14 Comuni con più di 50.000 abitanti a rischio alluvioni e 7 Città metropolitane con più di 100.000 abitanti a rischio.