Brescia, sempre più cromo nell’acqua di casa: falda a rischio inquinamento

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2013 14:47 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2013 15:15

Brescia, sempre più cromo nell'acqua di casa: falda a rischio inquinamentoBRESCIA – Sempre più cromo nell’acqua dei rubinetti delle case di Brescia. I veleni rilasciati nell’ambiente hanno raggiunto le falde acquifere e il rischio ora è che venga inquinata la falda profonda. Nei rubinetti, scrive Pietro Gorlani su il Corriere della Sera, scorrono 10 microgrammi di cromo esavalente per litro, ma in alcune zone, come quella dove si trova l’ospedale Civile, si raggiungono anche i 13 microgrammi per litro.

Gorlani spiega sul Corriere della Sera:

“La sua presenza media (dati Asl alla mano) si aggira intorno ai 10 microgrammi per litro, mentre la legge parlano di un limite massimo di 5 microgrammi per l’acqua di falda, che si alza a 50 microgrammi per quella che scende dal rubinetto: limite definito dall’Unione Europea 15 anni fa; ad oggi nessuno Stato membro ha considerato un livello apposito per il cromo esavalente che (prodotto principalmente dall’industria) è anche il più tossico per l’organismo. Resta un dato incontrovertibile: per le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la concentrazione di cromo nelle acque destinate al consumo umano deve essere di norma inferiore ai 2 microgrammi al litro”.

Se il limite di cloro nell’acqua dei rubinetti non è considerato ancora nella norma, il rischio che aumenti in proporzione all’inquinamento delle falde acquifere è concreto, spiega Gorlani:

“Il problema è che fino a pochi anni fa le scorie liquide venivano scaricate semplicemente nei corsi d’acqua e nel terreno. E infatti nel Mella per decenni sono finiti quintali e quintali di liquidi tossici che hanno inquinato i pozzi nella bassa valle, parte della città, fino ad arrivare nella Bassa, il granaio della provincia. La geografia dell’inquinamento parla da sé: il cromo non è un problema per i paesi a monte (Gardone Valtrompia, Nave) lo diventa per quelli a valle”.

Negli ultimi 5 anni il Comune di Brescia ha iniziato il monitoraggio dei pozzi:

“Nell’ultimo quinquennio il Comune sta tenendo sotto controllo 46 pozzi, pubblici e privati. E ha individuato i principali focolai di inquinamento Obiettivo della Loggia è portare i privati alla bonifica e non far ricadere gli enormi costi sulla collettività. Come purtroppo sta accadendo per la Caffaro”.