Cambiamenti climatici, i climate doomers e la teoria sulla fine del mondo

di Caterina Galloni
Pubblicato il 21 Marzo 2020 7:53 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2020 17:59
Cambiamenti climatici, Ansa

Cambiamenti climatici, i climate doomers e le teorie sulla fine del mondo (foto Ansa)

Cambiamenti climatici, Ansa

Cambiamenti climatici, i climate doomers e le teorie sulla fine del mondo (foto Ansa)

ROMA – Cosa comporterà il cambiamento climatico? La fine del mondo: è quanto sostengono i climate doomers, seguaci delle teorie dell’accademico britannico Jem Bendell che sul collasso della società ha scritto un inquietante articolo scaricato da oltre mezzo milione di persone.

Molti scienziati del clima respingono totalmente le teorie di Bendell, professore all’University of Cumbria ma il suo articolo “Deep Adaptation: A Map for Navigating Climate Tragedy” è ormai una sorta di manifesto per chi si definisce “climate doomers”.

Bendell sostiene che è troppo tardi per evitare “il collasso della società” causato dal cambiamento climatico e ci troveremo in breve tempo, circa 10 anni, di fronte al crollo della civiltà. Ciò che scrive è inquietante:”La paura di morire in modo violento verrà prima della morte per fame”.

Dopo il rifiuto di una rivista di pubblicare l’articolo di 34 pagine, nel luglio 2018 Bendell lo ha postato online e ben presto è diventato virale.

E’ stato scaricato oltre mezzo milione di volte, tradotto in una dozzina di lingue e ha scatenato un movimento mondiale, Deep Adaptation, con migliaia di follower che seguono il suo invito: cambiare il loro stile di vita per far fronte alle dure condizioni che prevede per il futuro.

Le cupe previsioni di Bendell sono state respinte da eminenti scienziati del clima come ad esempio Michael Mann, uno dei più famosi al mondo, che bolla l’articolo come “assurdità pseudo-scientifica”. “Non ci sono prove credibili che ci troviamo di fronte a un inevitabile collasso nel giro di pochi anni”.

Altrettanto critico è Myles Allen, professore di Geosystem Science all’University of Oxford:”Le previsioni sul collasso della società, nei prossimi anni, a seguito del cambiamento climatico sembrano inverosimili”, ha detto alla BBC. “Finora, il sistema ha risposto alle emissioni di gas serra quasi esattamente come previsto. Quindi dire che sta per cambiare e peggiorare molto è una congettura.

E’ al livello della campagna no-vax”. Allen concorda con Mann che il pessimismo dell’articolo rischia di far sentire le persone impotenti. “Molte persone usano questo tipo di catastrofismo per sostenere che non ha senso ridurre le emissioni”, afferma. Bendell respinge le affermazioni degli scienziati e afferma che le persone sono state ispirate dal suo articolo a chiedere misure governative radicali per affrontare i cambiamenti climatici.

“Molti leader di Extinction Rebellion hanno letto il mio articolo e hanno lasciato il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla riduzione dei danni e salvare il salvabile”.

Attualmente, i seguaci del professore ritengono che questa visione del futuro in cui credono sia ignorata e respinta dal resto della società. Lionel, un follower di Bendell, afferma che tra le persone che incontra “nessuno vuole parlarne”. Si è unito a diversi gruppi online – tipo Near-Term Human Extinction Support Group e Collapse Chronicles – dove può condividere la sua disperazione e trovare supporto.

Ed è quanto fa Rachel:”Se mi sento ansiosa, senza speranza o afflitta, posso andare nei forum e condividere le mie emozioni”. “Nel mondo ci sono 9.000 persone con le stesse idee, per cui anche postando nel cuore della notte si ottiene supporto e ricevo molti messaggi incoraggianti”.

Rachel pensa che arriverà il giorno in cui l’elettricità verrà sospesa per cui sta imparando a memoria delle poesie nel caso sia sola, senza internet o beni di qualsiasi tipo. “Almeno avrò qualcosa da portare sempre con me”.

Fonte: BBC.