Usa. Scenari apocalittici a causa dei cambiamenti climatici

Pubblicato il 25 Maggio 2014 12:18 | Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2014 12:18
Visione immaginaria di New York sommersa dal mare

Visione immaginaria di New York sommersa dal mare

USA, NEW YORK – La Statua della Liberta’ sommersa dalle acque della baia di Manhattan, così come Ellis Island e il Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida. E il parco di Yellowstone, in Wyoming, ridotto a un cumulo di cenere. Scenari apocalittici, ma non troppo.

Gli Stati Uniti, infatti, rischiano seriamente di perdere tracce della loro storia e delle loro bellezze naturali a causa dei cambiamenti climatici. A lanciare l’allarme – a pochi giorni dal rapporto presentato alla Casa Bianca da trecento scienziati – e’ lo studio intitolato ‘National Landmarks at Risk’, pubblicato dalla organizzazione no profit Union of Concerned Scientists (Ucs).

Uno studio che, da un capo all’altro degli States, traccia la mappa di una trentina di siti in serio pericolo a causa dell’innalzamento del livello dei mari, delle continue alluvioni, degli incendi e delle forti piogge. “Questi siti – ha spiegato Adam Markham, co-autore dello studio – sono la storia degli Stati Uniti”. Difficile immaginare il porto di New York senza la vista sulla statua della Liberta’, soprannominata la ‘Madre degli esiliati’, che salutava una volta gli immigrati che approdavano a Ellis Island in cerca di fortuna, e che ancora oggi e’ una porta d’ingresso nella baia della Grande Mela.

D’altronde – sottolineano gli esperti – un segno tangibile dei danni che possono causare le intemperie c’e’ gia’ stato nel 2012, quando l’uragano Sandy ha sommerso gran parte della statua piu’ celebre del mondo, ricoprendo d’acqua anche Ellis Island, dove si trova il famoso museo dell’immigrazione. I danni ammontarono a 77 milioni di dollari, senza contare i mesi di chiusura forzata per i lavori di restauro.

Secondo il rapporto dell’Ucs, poi, il Kennedy Space Center e la zona di Cape Canaveral, sull’isola di Merritt in Florida – i cui nomi in tutto il mondo sono legati alla Nasa e all’avventura nello spazio – sono gia’ adesso sotto una minaccia costante, con le rampe di lancio da cui partirono le missioni Apollo per la luna e quelle dello shuttle troppo vicine all’oceano. Quella dei mari e’ la preoccupazione piu’ grande. In alcune zone della costa orientale degli Usa il livello delle acque si e’ innalzato fino a 60 centimetri negli ultimi decenni. Ma anche la sorte dei parchi nazionali, da Yellowstone a Yosemite, e’ a rischio, cosi’ come i circa 27 milioni di dollari l’anno legati al turismo ‘verde’ che rappresenta una grande boccata d’aria anche per l’economia.