A Cesena c’è una fabbrica di coccinelle.. da usare al posto dei pesticidi

Pubblicato il 16 luglio 2012 19:42 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2012 19:43

coccinelle bioplanet agricoltura biologicaFORLì – A Cesena dal 1991 c’è una fabbrica di coccinelle spazzine: si chiama Bioplanet e produce insetti utili per la lotta integrata in agricoltura alternativa ai metodi di difesa chimici. Gli imprenditori agricoli delle colline romagnole devono aver pensato, se persino le coccinelle fuggono dai frutti che finiscono sulle nostre tavole, c’è da preoccuparsi: l’uso eccessivo di pesticidi ha reso infatti, i prodotti ortofrutticoli troppo velenosi per questi insetti abituati a vivere di frutta e verdura. Ecco perché hanno pensato di fondare un’apposita fabbrica per riprodurre quegli insetti in quantità industriali. Ma come? Non ne siamo già invasi al punto da dover praticare periodiche disinfestazioni? La risposta esatta è si, ma anche no: quella del Bioplanet non è solo una menata ambientalista ma un’intelligente escamotages per limitare l’uso di pesticidi e tornare al naturale equilibrio biologico dei nostri campi.

Funziona così: in una catena alimentare funzionante ogni insetto ha il suo predatore. Ma negli ecosistemi modificati dall’uomo, come i campi a monocoltura o le aree urbane, questi insetti proliferano perché la catena si è spezzata: non ci sono più i predatori. Così l’uomo per ovviare all’invasione si è armato di pesticidi e ha cominciato ad avvelenare i suoi stessi campi. Ma l’idea della Bioplanet di Cesena, la prima bio fabbrica di coccinelle è stata questa: perché invece di spargere sostanze chimiche su frutta e verdura non proviamo a ricomporre quella catena alimentare?

Ed ecco che nelle serre di Bioplanet si scatena ogni giorno una guerra: file di fagioli attendono l’invasione di insetti che una volta padroni del campo, saranno a loro volta invasi dai loro predatori, e così via fino al raggiungimento di quell’equilibrio che l’uomo ha profondamente alterato. Trovando cibo in abbondanza i predatori cominciano a riprodursi e moltiplicarsi, vengono a quel punto raccolti, impacchettati e inviati alle aziende agricole in attesa di essere nuovamente liberati e ricominciare a fare il loro lavoro di spazzini.

Bioplanet si sta muovendo in Marocco, in Turchia e in altri paesi a vocazione agricola; i mercati oltreoceano sono ancora complicati dal trasporto, in quanto gli insetti devono essere consegnati e liberati nel giro di 36 ore, altrimenti rischiano di morire e i viaggi lunghi hanno percentuali di contrattempi maggiori rispetto ai viaggi europei, ma Bioplanet si sta muovendo anche per affrontare sfide intercontinentali. E’ utile sottolineare che anche in tempo di crisi le vendite dei prodotti biologici sono aumentate nei primi mesi del 2012.