Cimici dell’olmo ci invadono le case: al centronord piani di disinfestazione

di Daniela Lauria
Pubblicato il 4 Novembre 2013 16:01 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2013 16:02
Cimici dell'olmo ci invadono le case: al centronord piani di disinfestazione

Arocatus melanocephalus, altresì detta cimice dell’olmo

ROMA – Sei, sette millimetri di lunghezza, testa nera, ali di colore brunastro. Completano l’identikit, l’addome rosso aranciato e un caratteristico disegno a croce sul dorso. Se vi trovate davanti un insetto del genere, allora avete a che fare con la cimice dell’olmo: insieme alle zanzare ha invaso le case degli italiani quest’estate e sbarazzarsene è divenuto un problema di proporzioni endemiche. Da Modena a Bologna, da Lodi a Padova, da Reggio Emilia a Torino, sono numerose le città che già pensano a come debellare l’invasione della prossima stagione.

Complice il cambiamento climatico, la cimice dell’olmo predilige infatti un clima temperato, è molto fastidiosa la sua abitudine a frequentare le case in cerca di riparo sia dal freddo invernale che dalla calura estiva, così l’insetto può frequentare, senza ostacolo alcuno, le cucine, le camere da letto ed in generale tutti gli ambienti frequentati dall’uomo.

Il suo nome latino è arocatus melanocephalus, non porta malattie né attacca l’uomo ma ritrovarsi la casa invasa da ospiti indesiderati non è mai piacevole. Oltretutto, come tutte le cimici, se schiacciate anche queste producono odori sgradevoli. Il problema fondamentale è che è davvero difficile liberarsene sia per via del suo particolare comportamento che la porta a diffondersi nell’ambiente in maniera disgiunta da altri esemplari della stessa specie, sia in relazione alla esiguità di mezzi tecnici a nostra disposizione.

Il trattamento fitosanitario insetticida non sempre funziona: sono cioè a volte resistenti agli insetticidi e anzi, a Torino, dove sono stati impiegati prodotti particolarmente efficaci nel caso di altri insetti, non sono stati raggiunti i risultati sperati. Quel che è certo è che il problema va risolto al livello collettivo  perché gli insetticidi usati direttamente nelle case non servono a nulla e rischiano di compromettere l’aria che respiriamo.

Non resta che affidarsi alle care e vecchie zanzariere, e alla rimozione con un panno o un aspirapolvere degli adulti che si annidano nelle nostre case. Mentre alle amministrazioni toccherà provare a programmare interventi insetticidi direttamente sulle piante nei mesi di aprile-maggio 2014, quando le cimici cominciano a spostarsi verso le abitazioni in cerca del fresco.