Cina, imprenditore arrestato: avrebbe sversato nei fiumi liquidi altamente inquinanti

Pubblicato il 29 luglio 2010 18:38 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2010 18:48

Il fiume Zijin

Il vicepresidente della Zijin, una delle principali imprese produttrici di rame della Cina, è stato arrestato oggi in relazione all’inquinamento di un fiume provocato da una delle sue miniere. Il clamoroso arresto è avvenuto mentre il paese è in allarme per un altro grave caso di inquinamento nel fiume Songhua, nella provincia nordorientale del Jilin.

L’annuncio dell’arresto del suo vicepresidente Chen Jiahong è stato dato dalla stessa Zijin in un comunicato. L’inquinamento ha causato la morte di un gran numero di pesci nel fiume Ting, nella provincia orientale del Fujan, dopo che, secondo l’inchiesta della magistratura, la Zijin aveva ignorato l’invito delle autorità locali a controllare il suo sistema di scarico. In precedenza, erano stati arrestati altri cinque funzionari di medio livello dell’impresa.

Secondo le autorità, i vertici della miniera, d’accordo con funzionari corrotti del posto, non hanno dato seguito all’ordine di fermare le operazioni e di riparare un guasto, lasciando che una falla nel suo sistema di scarico continuasse a riversare rame nel fiume, inquinandone le falde.

Allarme anche nella provincia di Jilin, dove 3.000 barili di un materiale chimico altamente infiammabile sono caduti nel fiume Songhua. I barili si trovavano nel cortile di una fabbrica che sorge sulle rive del Songhua e sono stati spinti nel fiume dalle violente piogge che da alcuni giorni stanno cadendo sulla regione.

Oggi per alcune ore le forniture di acqua sono state sospese in alcuni quartieri di Jilin, gettando nel panico i residenti che hanno preso d’assalto negozi e supermercati facendo sparire dagli scaffali le bottiglie di acqua minerale. Scene analoghe si sono verificate ad Harbin, che si trova più a valle lungo il corso del fiume, dove nel 2006 si è verificato un incidente analogo. Più tardi le forniture sono state ripristinate. Non è chiaro se i barili fossero chiusi o sigillati. L’ agenzia Nuova Cina ha scritto che una ”piccola quantità” dei liquidi inquinanti è stata trovata nel fiume, dove uno dei suoi reporter ha affermato di aver sentito ”un odore strano”.

La televisione di Stato Cctv ha mostrato immagini di centinaia di abitanti di Jilin che si sono affollati lungo le rive del fiume, cercando di accertarsi quando grande sia effettivamente il pericolo di inquinamento. Ieri, il ministero della protezione ambientale ha sostenuto che nessuno dei test effettuati su campioni dell’acqua del fiume ha dato risultati ”anomali”. Il governo di Jilin, che ha 4,5 milioni di abitanti, ha affermato di aver agito ”immediatamente e con grande attenzione…mettendo in atto un piano di emergenza”. Il Songhua e’ un affluente dell’Heilongjiang o Amur, il fiume che piu’ a nord segna il confine tra Cina e Russia.