Cina: acqua del mare ‘intubata’ per migliaia di km per combattere la siccità nello Xinjang

Pubblicato il 9 novembre 2010 11:04 | Ultimo aggiornamento: 9 novembre 2010 11:05

La Cina potrebbe decidere di deviare le acque del mare dalle sue regioni orientali, attraverso migliaia di chilometri di condutture in fibre di vetro, verso la regione autonoma nord occidentale dello Xinjiang, per cercare di risolvere il problema della siccità di questa zona.

Il problema della mancanza d’acqua e della desertificazione nell’area dello Xinjiang rappresenta una seria minaccia allo sviluppo economico di questa parte della Cina, come ha sottolineato il professor Huo Youguang dell’Università di Xi’an Jiaotong. Huo ha messo in evidenza come meno del 4,2% del totale della superficie dello Xinjiang sia attualmente adeguato per essere abitato.

”Poiche’ il 75% della terra è coperto d’acqua – ha detto Zheng Hengyi, professore presso l’Associazione cinese dell’Industrializzazione e della tecnologia – la strada migliore per far fronte al problema della mancanza d’acqua, specialmente in Cina, è quella di usare appunto l’acqua del mare”. Il progetto consisterebbe nel trasferire grosse quantità di acqua del mare riempiendo laghi e bacini ai margini del deserto. L’abbondanza di sole nella regione nord occidentale porterebbe poi alla naturale evaporazione dell’acqua e quindi incrementerebbe le precipitazioni e aiuterebbe a prevenire le tempeste di sabbia.

L’acqua potrebbe poi essere usata anche per generare energia elettrica. Alcuni esperti tuttavia non hanno mancato di sollevare dubbi. Secondo Fan Xiao, ingegnere capo della Commissione per le Risorse Geologiche e minerarie, il progetto di trasportare l’acqua del mare fino allo Xinjiang è da considerare irrealizzabile soprattutto a causa della complessa topografia di quest’area. Secondo gli esperti il costo approssimativo del progetto sarebbe di circa 7 yuan (poco più di 70 centesimi di euro) per ogni metro cubo di acqua trasportata.

5 x 1000