Clima 2018: sempre più gas in atmosfera. Greta, Parigi…umanità se ne frega

di Riccardo Galli
Pubblicato il 26 Novembre 2019 9:38 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2019 9:38
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Nella foto Ansa, il clima inquinato provocato dai gas serra

ROMA – Nuovo livello record delle emissioni di gas serra nel 2018, lo certifica l’Organizzazione mondiale meteorologica delle Nazioni Unite (Wmo), che non rileva “nessun segno di abbassamento” visibile. Non solo continuiamo a produrre emissioni che surriscaldano il pianeta, ma lo si fa anche con una crescente e diffusa dose di ipocrisia.

Nel molto citato film Il Marchese del Grillo c’è una sequenza in cui il Marchese (Alberto Sordi) esamina il lavoro di Aronne Piperno ebreo falegname. E il Marche se dice. bello, bella la boiserie, bello tutto…però non ti pago. Ecco, l’umanità sta facendo così: bella Greta, belli gli accordi di Parigi sul clima, bello l’impegno ecologico…Però nella realtà quotidiana chi se ne frega, modello di produzione e consumo non cambia. L’umanità il prezzo di provare a curare il clima non lo paga. Accordi di Parigi, Greta, annunci e movimenti, bello tutto ma…

Nonostante tutto questo, nonostante tutte queste parole, slogan, manifestazioni e promesse noi, noi essere umani, continuiamo ad inquinare. Anzi, non ci limitiamo a continuare ad inquinare, cioè a continuare a produrre inquinamento come in passato, ma ne produciamo persino di più. Per questo ogni anno che passa o quasi arrivano nuovi record. Record di temperature, record di altee maree, record di scioglimento di ghiacci e ghiacciai, record di eventi metereologici estremi e ora, record di emissioni di gas serra.

L’ultimo primato arriva dal 2018, il 2019 è ancora in corso ma è facile scommettere che porterà il superamento di nuovi traguardi, e riguarda le emissioni dei fatidici gas, a partire dall’ormai arcinoto diossido di carbonio (CO2), il principale gas serra dovuto ad attività umane persistente nell’atmosfera, che ha raggiunto le 407,8 parti per milione (ppm), – contro le 405,5 ppm del 2017 – e pari al 147% in più rispetto ai livelli registrati in epoca pre-industriale (1750). E poi ci sono il metano (CH4), secondo gas serra di lunga durata più presente, e l’ossido di diazoto (N2O), le cui emissioni risultano aumentate persino al di sopra della media annuale. Aumenti ricollegabili ovviamente all’attività umana per il 60% delle emissioni di metano (allevamenti, coltivazione di riso, sfruttamento di combustibili fossili, discariche, ecc.) e il 40% del diossido di diazoto (fertilizzanti, processi industriali, ecc.).

“Non risulta alcuna diminuzione della concentrazione nell’atmosfera, nonostante gli impegni presi con gli accordi di Parigi sul clima”, ha sottolineato il segretario generale del Wmo, Petteri Taalas, durate la presentazione del rapporto annuale. Non risulta perché la verità è che agli umani non gliene importa nulla. Non gli interessa del clima e dell’inquinamento, non gli interessa dei cambiamenti climatici e delle loro conseguenze. Non gli interessa almeno finché non ne diventano vittime e comunque meno di quanto gli interessi il profitto e il denaro. E l’amministrazione Usa è lì per dimostrarlo. Ma si sbaglia chi crede, magari pensando di pulirsi la coscienza, che la colpa sia solo del presidente americano.

Ci sono la Cina e i paesi asiatici a fargli compagnia ma ci siamo, in verità, tutti. Chi storce il naso per le tasse sulla plastica come chi non rinuncia ad un grado in più dentro casa, chi non può fare a meno della macchina come chi butta la cartaccia per terra, la verità, tanto vera quanto amara, è che alla stragrande maggioranza degli individui che popolano questo pianeta non interessa il futuro del Pianeta stesso. L’unica alternativa a questa triste conclusione è che non siano e non siamo in grado di capire a cosa stiamo andando incontro, non siano in grado di vedere al di là del domani incapaci di una prospettiva nemmeno di lungo ma di medio termine. Ma non è una consolazione. Se siamo a bordo di un auto che sta andando contro un muro, non fa molta differenza se l’autista è consapevole dei rischi e li ignora o se nemmeno li comprende, sempre con un ‘botto’ finirà la corsa.