Clima: il riscaldamento globale fa meno paura, almeno ai britannici

Pubblicato il 25 maggio 2010 13:14 | Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2010 16:20

Ma insomma, si sta riscaldando, non si sta riscaldando, è colpa dell’uomo, non è colpa dell’uomo? Stiamo parlando del riscaldamento globale che dato come un assioma fino a non molto tempo fa, in Paesi come la Gran Bretagna, ma non solo, comincia a vacillare.

In altre parole, scrive il New York Times, molti di coloro che credevano all’effetto serra e altre simili disgrazie non sono più tanto sicuri.

Un esempio? Il mese scorso centinaia di attivisti ambientali si sono riuniti Londra per soppesare un’angosciosa questione: se il consenso scientifico sui cambiamenti climatici non è cambiato, come mai tanta gente sta abbandonando l’idea che a riscaldare il pianeta sia l’attività degli uomini?

In nessun altro posto questo cambiamento è evidente come in Gran Bretagna, dove fino all’inizio di quest’anno le preoccupazioni ecologiste erano dominanti. Ma da allora il Paese si è trasformato in una sorta di base per un crescente gruppo di clima-scettici che hanno attratto l’attenzione dei media e a quanto pare convinto molti che la minaccia del riscaldamento globale è largamente esagerata.

Di fronte a questo sconvolgente capovolgimento di opinione che ha reso agitate le notte degli ecologisti sono naturalmente intervenuti i sondaggi, che però non hanno confortato tutti quelli che intravvedono in un non lontano futuro i poli della Terra senza ghiacci o quasi. Un’indagine della BBC lo scorso febbraio ha accertato che solo il 26 per cento dei britannici credono che ”il cambiamento climatico si sta verificando e che sia colpa dell’uomo”, mentre la stessa persentuale nel novembre del 2009 era del 41 per cento.

Analogamente in Germania, un sondaggio realizzato dalla rivista Der Spiegel ha accertato che solo il 42 percento teme il riscaldamento globale, una sorta di crollo dal 62 per cento di quattro anni prima.

E il Museo delle Scienze londinese ha di recente annunciato che una esibizione permanente la cui apertura è prevista tra qualche mese si chiamerà Galleria della Scienza del Clima, invece di Galleria sul Cambiamento del Clima come era stato deciso in precedenza. ”Prima pensavo, oh mio Dio, questo problema del clima è semplicemente spaventoso”, ha dichiarato al Nyt Jillian Leddra, una musicista che stava facendo shopping durante la pausa pranzo, ”ma adesso comincio ad avere dubbi e mi chiedo se l’intera faccenda non sia esagerata”.

Probabilmente è perchè ha avvertito che il vento stava cambiando e che il clima preoccupava molto meno di prima che il neo-primo ministro conservatore britannico, David Cameron, durante la recente campagna elettorale ”ha usato toni stranamente smorzati” – come ha scritto il Daily Telegraph – riguardo all’argomento, mentre prima era uno dei suoi cavalli di battaglia.

Sempre restando in politica, lo scorso gennaio un sondaggio tra 161 candidati conservatori in odore di vittoria alle vicine elezioni accertò che il ridurre l’uso del carbone in Gran Bretagna era il meno importante dei 19 problemi che gli erano stati sottoposti.

Il cambiamento di opinione preoccupa non poco coloro che sono convinti del riscaldamento globale causato dagli uomini, perchè sia uomini politici che attivisti prevedono che tale mutamento renderà più difficile il passaggio di leggi come una tassa aggiuntiva sulla benzina, o persuadere la gente a fare sacrifici per ridurre le emissioni di gas serra.

Il calo del fervore con cui la gente valutava il pericolo dell’effetto serra si verifica anche negli Stati Uniti, dove comunque le preoccupazioni per il global warming non sono mai state tanto forti come in Europa. Un’indagine realizzata dall’istituto demoscopico Gallup ha accertato che il 48 per cento degli intervistati ritiene che il problema sia stato ”gonfiato”, di contro al 41 per cento un anno fa.