Clima, rapporto Ipcc (Onu): solo 10 anni per salvare il mondo dalla bomba CO2

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 settembre 2013 18:50 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2013 18:53

ROMA – Quattro scenari da fine di mondo – per troppo inquinamento – entro la fine del secolo: non li disegna un blog complottista ma l’Ar5, il quinto rapporto sul cambiamento climatico dell’Ipcc (Intergovernamental Panel on Climate Change) il dipartimento scientifico dell’Onu che nel 2007, quando pubblicò il quarto rapporto, vinse il Nobel per la Pace.

Un rapporto in cui si dice che abbiamo 10 anni per salvare il pianeta, ovvero che se le emissioni di anidride carbonica continuano ad aumentare a questo ritmo (2 parti per milione all’anno), nel 2023 saremo sopra il tetto di sicurezza di 421 parti di CO2 per milione. Ora siamo oltre quota 400. All’epoca pre-industriale eravamo a 280 e da milioni di anni non si superano i livelli che stiamo toccando ora.

Il contenuto del rapporto sarà reso noto venerdì 27, ma Repubblica ha dato alcune anticipazioni dello studio, 2.200 pagine elaborate in 6 anni di lavoro da 259 scienziati di 39 Paesi, aiutati da 1.500 esperti.

“Gli scenari previsti per la fine del secolo sono quattro. Nel più drammatico – prendendo la media delle previsioni – i mari saliranno di 62 centimetri e la temperatura crescerà di 3,7 gradi rispetto al periodo 1986 – 2005: dunque sfonderà il muro dei 4 gradi rispetto all’epoca preindustriale, il disastro paventato dalla Banca Mondiale in un allarmato rapporto del novembre scorso.

Nello scenario più favorevole, i mari cresceranno di 24 centimetri e la temperatura aumenterà di un grado rispetto al periodo 1986 – 2005. E dunque di 1,7 gradi rispetto all’epoca preindustriale, sfiorando così la soglia dei 2 gradi considerata dai governi il limite di sicurezza da non superare”.

Cosa può far avverare lo scenario più drammatico (mari che salgono di 62 centimetri, temperatura che aumenta di 3,7 gradi) o quello più favorevole (mari +24 centimetri, temperatura +1 grado)?

“Per chiarire il quadro, l’Ipcc apre uno spaccato sul meccanismo che guida la mutazione del clima: l’accumulo di anidride carbonica (CO2) in atmosfera. Potremmo salvarci, imboccando la via dello scenario migliore, se riuscissimo a restare, sempre a fine secolo, entro un tetto di 421 parti per milione di CO2. Non sono poche: in epoca preindustriale erano 280 e da milioni di anni non si supera il livello attuale. Abbiamo già oltrepassato le 400 parti per milione e l’indicatore continua a salire al ritmo di 2 parti abbondanti per anno. Tra 10 anni saremo fuori dall’area di sicurezza.

Responsabili dell’aumento delle emissioni di CO2 sono per l’89% i combustibili fossili (carbone, petrolo, gas, shale gas) e per l’11% la deforestazione. Un aumento che in questo momento – se non verranno presi provvedimenti – è in linea con il più pessimista degli scenari:

“Uno dei diagrammi esaminati dagli scienziati proietta nel futuro i 4 possibili destini del clima e li confronta con l’evoluzione delle emissioni serra: le nostre azioni seguono passo passo lo scenario dei 4 gradi di aumento, quello in cui le concentrazioni di CO2 arriveranno a 936 parti per milione trasformando il pianeta in un forno tropicale.

Tracciati gli scenari, l’Ipcc risponde indirettamente alle polemiche che lo hanno preso a bersaglio. Forte dell’abbondanza delle prove accumulate in questi anni, il rapporto usa un’espressione molto forte definendo “virtualmente certo” il cambiamento climatico e la spinta verso l’aumento della temperatura. “Per la prima volta ci è stato chiesto di esaminare l’ipotesi di un aumento compreso tra i 4 e i 6 gradi, quello verso cui attualmente stiamo andando”, racconta Riccardo Valentini, uno dei coordinatori europei degli scienziati Ipcc. “In questo caso l’impatto sulla vita del pianeta sarebbe pesantissimo: i biologi ormai parlano di sesta estinzione di massa”.

Altre parti del rapporto sono state pubblicate dall’agenzia Ansa:

“La responsabilità dei cambiamenti climatici è quasi totalmente dell’uomo. Per il panel di esperti dell’Onu (Ipcc) è del 95% rispetto al 90% di probabilità indicata nell’ultima relazione nel 2007 e del 66% del 2001. È un avvertimento ai governi che devono intervenire con azioni decise contro il riscaldamento globale contenuto nella bozza dell’attesa relazione sul clima che sarà pubblicata venerdì prossimo.

Gli esperti, da oggi a Stoccolma per rivedere e approvare la bozza, dicono che gli eventi meteorologici sono destinati a diventare sempre più estremi. Il riscaldamento sarebbe fra le cause dell’aumento della temperatura dell’oceano, dello scioglimento di neve e ghiacci, che avrebbero sollevato il livello medio globale del mare, e cambiato alcuni eventi climatici estremi”.

Secondo la bozza, le temperature potrebbero aumentare fino a 4,8 gradi Celsius in questo secolo, ma potrebbero essere contenute a +0,3 gradi con profondi tagli alle emissioni di gas a effetto serra. I governi hanno promesso di limitare un aumento delle temperature di 2 gradi come nel periodo pre-industriale .

La bozza dice anche che il livello dei mari, salito di 19 centimetri nel XX secolo, potrebbe aumentare di ulteriori 26-81 centimetri entro la fine di questo secolo, minacciando le coste di molte città”.