Cambia il clima: vino e olio? Meglio in Val Padana

Pubblicato il 31 Maggio 2011 19:09 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2011 17:25

ROMA – Il granaio d’Italia? La Val Padana: lo scenario non è poi così assurdo se la prospettiva viene aggiornata al 2050: in questa data, secondo il rapporto Circe promosso dall’Unione europea, il cambiamento climatico avrà fatto abbastanza da cambiare buona parte del paesaggio italiano che oggi conosciamo. E così L’Emilia Romagna, ad esempio, potrebbe diventare “la nuova Puglia” per quanto riguarda la produzione di olio. La notizia è che nel 2050 aumenterà la temperatura ( di circa uno o due gradi), salirà il livello del mare (tra i 6 e i 12 centimetri) mentre scenderà quello dei laghi  e fiumi perché diminuiranno le piogge.

E non è detto che questa serie di cambiamenti avrà un effetto nefasto sull’agricoltura, semplicemente cambierà lo scenario: i vigneti diventeranno più vulnerabili ai climi secchi e caldi mentre l’area ottimale per gli ulivi si sposterà a nord e a est. Già oggi gli ulivi soffrono condizioni limite, con radici più corte e superficiali rispetto alla vite e periodi di siccità potrebbero metterli in crisi. Ecco perché gli ulivi migreranno al nord e con loro i vigneti.