Coronavirus, in Pianura Padana cala lo smog: in un mese dimezzato il biossido d’azoto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2020 11:50 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2020 11:50
Coronavirus, in Pianura Padana cala lo smog: in un mese dimezzato il biossido d'azoto

Coronavirus, in Pianura Padana cala lo smog: in un mese dimezzato il biossido d’azoto (foto ISPRA)

ROMA – In un mese il biossido di azoto (NO2), uno dei principali inquinanti dell’atmosfera prodotto da tutti i processi di combustione, si è dimezzato nella Pianura Padana. Merito delle misure restrittive imposte dal Governo per l’emergenza coronavirus.

La conferma scientifica (qui il PDF), dati alla mano, arriva da una serie di analisi elaborate da un team di esperti del Sistema nazionale di protezione ambientale dell’Ispra.

La prima analisi degli effetti sulla qualità dell’aria è stata fatta dopo le misure di limitazione della mobilità adottate in Lombardia e Veneto dal 23 febbraio e poi estese a tutta Italia dall’11 marzo.

“L’andamento dei valori mediani – spiega l’Ispra – evidenzia una progressiva riduzione dell’inquinamento diffuso in quest’area: si è passati da quantità comprese tra 26 – 40 microgrammi per metro cubo di febbraio a 10 – 25 microg/m3 nel mese di marzo, con una riduzione dell’ordine del 50%, in accordo con la analisi condotta dal servizio  europeo Copernicus-Cams”.

In particolare, spiega l’Ispra, nella Pianura Padana “in corrispondenza delle principali arterie stradali, come la via Emilia, i valori attesi sulla base della valutazione modellistica (30-50 microg/m3) risultano superiori a quelli osservati (10-30 microg/m3). Analoghe considerazioni valgono per l’area ad elevate emissioni della Lombardia, dove le concentrazioni osservate ricadono nell’intervallo 10-30 microg/m3 contro valori attesi di 20-40 microg/m3”.

In particolare, spiega l’Ispra, “in Lombardia, dove le misure sono state le più prolungate tra le regioni del Nord (sebbene ristrette inizialmente a una zona limitata) si nota una variazione dei valori mediani meno marcata rispetto a quella generale della Pianura Padana: da 26-45 microg/m3 in febbraio a 13-28 microg/m3 in quello di marzo. La riduzione è dell’ordine del 40%”.

In Emilia-Romagna, “dove le misure sono state introdotte dall’11 marzo, dapprima in alcune province e poi sull’intera regione, i valori mediani sono inclusi in un intervallo più ampio, passando da 20-31 microg/m3 in febbraio, a 7-20 microg/m3 in marzo. Con una riduzione dell’ordine del 50%” prosegue la nota. Per quanto riguarda il Friuli-Venezia Giulia, si è registrata una marcata differenza tra la concentrazione osservata l’11 marzo (10-20 microg/m3, primo e terzo quartile) e concentrazione attesa (50-70 microg/m3). (fonte ISPRA)