Dalla Gran Bretagna alla Nigeria: Greenpeace segue passo passo lo smaltimento illegale di un televisore

Pubblicato il 20 Febbraio 2009 16:46 | Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2009 14:51

Un’operazione condotta in gran segreto, per ben  tre anni, da Greenpeace con Sky television e il quotidiano  Independent, ha portato sotto gli occhi dei telespettatori inglesi, e ora anche dei lettori di Repubblica.i e ora anche del nostro Blitz, come i paesi ricchi calpestino il più elementare rispetto per  l’ambiente dei popoli del terzo mondo.

La storia in sé è  minima, perché si tratta solo di un televisore: ma assurge a emblema di assoluto disprezzo.

Protagonista è un televisore danneggiato, da buttare via. Partito da Londra, è giunto in Nigeria dopo tre anni. Ma il suo viaggio è stato però seguito passo passo perché l’associazione ambientalista ha installato uno strumento di rilevazione satellitare  all’interno dell’elettrodomestico e ha monitorato il suo percorso grazie a un sistema Gps.

Il televisore, partito dalla cittadina inglese di Hampshire, ha attraversato l’equatore per arrivare nel mercato, di Alaba a Lagos, che è  in realtà una mega discarica a cielo aperto, dove si trova, e si compra, di tutto.

Sebbene una normativa europea vieti l’esportazione dei rifiuti pericolosi, ogni giorno migliaia di rifiuti di nuova generazione vengono trasportati nel sud del Mondo per essere rivenduti come beni di seconda mano oppure per essere smaltiti illegalmente.

Così in Africa vengono riversati i rifiuti pericolosi provenienti dal Mondo occidentale e la maggior parte di questi scarti tecnologici contengono un altissimo numero di sostanze tossiche nocive per la salute. Un mix di materiali velenosi e cancerogeni che finisce per danneggiare i lavoratori dei popoli poveri.

La soluzione? Le aziende produttrici dovrebbero provvedere alla gestione dei loro prodotti a fine vita, garantendo che vengano smantellati in estrema sicurezza: semplice, ma evidentemente troppo costoso.