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El Nino: con l’uragano di due anni fa Terra più calda. Anche con Ophelia?

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El Nino: con l’uragano di due anni fa Terra più calda. Anche con Ophelia?

ROMA – El Nino: con l’uragano di due anni fa Terra più calda. Anche con Ophelia? C’è un nesso preciso, dicono gli ultimi studi, tra il devastante uragano di due anni fa che sconvolse i Caraibi e l’aumento delle temperature, siccità, afa record. Più precisamente El Nino ha innescato l’impennata di anidride carbonica nell’atmosfera.

Anche a causa di Ophelia, l’uragano che incombe sull’Europa affacciata sull’Atlantico, si può prevedere uno sviluppo climatico simile? Secondo Luca Mercalli, il climatologo, un nesso è possibile ma non ancora confermato da prove empiriche: il pericolo, avverte, c’è tutto però. I satelliti della Nasa evidenziano invece che al Nino verificatosi tra 2015 e 2016 si può imputare la recente impennata di anidride carbonica nell’atmosfera.

Lo studio è stato pubblicato su Science. L’ultimo El Nino, spiegano gli scienziati, avrebbe causato un aumento di circa tre miliardi di tonnellate di carbonio nell’aria nel 2015. L’80% di questo, circa 2 miliardi e mezzo di tonnellate, ha avuto origine da processi naturali nelle foreste tropicali di Sud America, Africa e Indonesia.

Il fenomeno climatico di due anni fa, uno dei più intensi mai registrati, avrebbe infatti da un lato ostacolato per le piante l’assorbimento di emissioni di CO2 prodotte dall’uomo e dall’altro avrebbe contribuito agli incendi (soprattutto in Indonesia), in seguito ai quali altra CO2 è finita in atmosfera. A questa conclusione gli scienziati sono arrivati analizzando 28 mesi di dati raccolti dal satellite Nasa OCO-2 (Orbiting Carbon Observatory-2), lanciato in orbita nel 2014 con l’obiettivo di misurare con precisione l’anidride carbonica nell’atmosfera terrestre.

I risultati ottenuti secondo gli esperti danno l’idea di cosa aspettarsi per il futuro, visto che i modelli climatici indicano che ci saranno siccità più frequenti e più lunghe, come quelle legate a El Nino. “Più anidride carbonica potrebbe rimanere in atmosfera”, spiega la scienziata Annmarie Eldering, “e questo porterà a un ulteriore riscaldamento globale”.

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