Enzima mangia plastica creato (per errore) in un laboratorio Usa

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 aprile 2018 11:14 | Ultimo aggiornamento: 17 aprile 2018 11:58
Creato in laboratorio Usa un enzima che mangia la plastica

Enzima mangia-plastica creato (per errore) in un laboratorio Usa

ROMA  –  Un enzima in grado di mangiare la plastica: ha dello straordinario la scoperta fatta per errore in un laboratorio degli Stati Uniti.

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Qui un’équipe di ricercatori guidata da Harry Austin e Gregg Beckham ha modificato per errore un enzima che esiste in natura, trasformandolo in un alleato per l’ambiente, in grado di digerire la plastica più comune e diffusa ovunque, come la Pet di cui sono fatte le bottiglie di plastica.

Il risultato arriva a pochi mesi di distanza dalla scoperta dei batteri mangia-plastica, anche questi capaci di digerire il Pet (Polyethylene terephthalate), polimero utilizzato per rendere la plastica resistente e impiegato soprattutto nelle bottiglie.

Si potrebbe così stringere il cerchio intorno a una delle sostanze più inquinanti e che pervadono ormai l’ambiente, dalle isole di plastica che galleggiano negli oceani alle microplastiche che finiscono nel piatto.

“Da quando la plastica è diventata popolare negli anni ’60, pochi avrebbero potuto prevedere che ci saremmo ritrovati con enormi isole di plastica che galleggiano negli oceani”, ha osservato McGeehan.

I ricercatori stavano analizzando la struttura molecolare di un enzima che riesce a digerire la plastica, quando l’hanno inavvertitamente modificato, scoprendo che la versione artificiale era molto più efficiente di quella esistente in natura.

Per studiare la struttura dell’enzima, i ricercatori hanno collaborato con la Diamond Light Source del Regno Unito, un super-microscopio che usa un fascio di raggi X 10 miliardi di volte più luminoso del Sole. “Ora la comunità scientifica che ha ottenuto questi materiali straordinari – ha detto ancora McGeehan – deve utilizzare tutte le tecnologie a sua disposizione per risolvere il problema”.

Il prossimo passo dei ricercatori sarà continuare a lavorare sull’enzima per renderlo ancora più efficiente e in modo da poterlo utilizzare a livello industriale e su larga scala. Gli strumenti per riuscire a farlo arrivano dalle biotecnologie e dall’analisi della struttura delle proteine e la scommessa per il futuro è avere un’arma da poter utilizzare nell’ambiente per degradare le tonnellate di plastica che lo invadono.