L’Equinozio di primavera è oggi (alle 22,58) e non il 21 marzo. Ecco perché

di Gianluca Pace
Pubblicato il 20 marzo 2019 10:10 | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2019 10:31
L'Equinozio di primavera è oggi (alle 20,58) e non il 21 marzo. Ecco perché (foto Ansa)

L’Equinozio di primavera è oggi (alle 20,58) e non il 21 marzo. Ecco perché (foto Ansa)

di Gianluca Pace

ROMA – Quando cade l’equinozio di primavera? Facile: è il 21 marzo. E invece no: l’equinozio di primavera quest’anno, per la dodicesima volta consecutiva, sarà oggi, mercoledì 20 marzo. E c’è anche un’ora precisa da segnarsi sul calendario: le 22 e 58 minuti. Quindi, riassumendo, l’equinozio di primavera cade oggi alle 22,58. 

Ma cos’è l’equinozio di primavera? Chiediamo aiuto alla “Treccani” e a “Wikipedia”: “

“L’equinozio è quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest’ultimo si trova allo zenit dell’equatore. Esso ricorre due volte durante l’anno solare. La denominazione aequinoctium (dal latino aequus “uguale” e nox “notte”) deriva dal fatto che agli equinozi la durata del giorno è perfettamente uguale a quella della notte in ogni punto della superficie della Terra”.

E’ dal 2007, come detto, che l’equinozio cade di 20 marzo. E tornerà a cadere di 21 marzo soltanto nel… 2102. Quindi fatevene una ragione: l’equinozio per qualche anno abituatevi ad abbinarlo al 20 marzo.

Ma perché l’equinozio può cadere in giorni diversi? Tutta colpa del calendario gregoriano. Calendario che, come sappiamo tutti, ha diviso un anno in 365 giorni. Il problema è che la rivoluzione della Terra intorno al Sole però dura qualcosa di più di 365 giorni: esattamente 5 ore, 48 minuti e 49 secondi di più.

E così furono inventati gli anni bisestili. La regola degli anni bisestili è più complessa di quella che pensiamo: ogni 4 anni bisogna aggiungere un giorno (e questo lo sappiamo) ma c’è da dire che ogni 100 anni bisogna anche togliere un giorno. Per questo, per esempio, il 2100 non sarà bisestile. E non è finita qui: ogni 400 anni, infatti, bisogna riaggiungere un giorno (ecco perché il 2000 è stato bisestile). 

Il ritardo accumulato ogni anno quindi, riassumendo, fa sì che l’equinozio di primavera cada in un orario diverso rispetto al precedente ma comunque tra il 19 e il 21 marzo. Fonti: Repubblica, Treccani, Wikipedia.