Ambiente

Europa, classifica delle 49 città meno inquinanti. Italiane? Solo Padova

Europa, classifica delle 49 città meno inquinanti. Italiane? Solo Padova

Europa, classifica delle 49 città meno inquinanti. Italiane? Solo Padova (LaPresse)

ROMA, 28 GEN – Uno studio internazionale ha stilato una classifica delle 49 città europee più virtuose sotto il profilo delle emissioni inquinanti, prendendo in considerazione 200 centri medio-grandi di 11 Stati europei. Di 32 città italiane, solo Padova entra fra le 49 “leader climatiche”.

Europa in ritardo nella lotta contro il riscaldamento globale: l’obiettivo di ridurre dell’80% le emissioni di gas serra nel 2050 indicato dalla ‘Energy Roadmap’ non solo è lontano ma “appare comunque irraggiungibile”.

Il Cnr non lascia spazio all’ottimismo dopo aver contribuito a stilare uno studio internazionale su 200 città europee medio-grandi da cui emerge che la Gran Bretagna e l’olandese Groningen sono le più virtuose mentre per l’Italia – su 32 centri urbani presi in considerazione – solo Padova rientra fra i 49 “leader climatici”, l’unica ad avere un “piano di adattamento” oltre a quello di mitigazione.

Le città del nord Europa, da tempo più sensibili alle problematiche del clima, si confermano più all’avanguardia nella sfida con piani di adattamento e consistenti obiettivi di riduzione delle emissioni, in particolare quelle britanniche, francesi e tedesche spiega lo studio dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale del Consiglio nazionale delle ricerche (Imaa-Cnr) pubblicato su Climate Change Letters.

Groningen punta a “zero emissioni” già nel 2025, anche attraverso l’incremento di fonti rinnovabili e la messa a dimora di nuovi alberi.

Lo studio ha analizzato documenti programmatici e di pianificazione realmente adottati da 200 città medio-grandi in undici stati Austria (5), Belgio (7), Estonia (2), Finlandia (4), Francia (35), Germania (40), Irlanda (4), Italia (32), Paesi Bassi (15), Regno Unito (30), Spagna (26), spiegano le ricercatrici Imaa-Cnr Monica Salvia e Filomena Pietrapertosa rilevando che “le aree urbane hanno un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi dell’Unione Europea in tema di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici”, in particolare dai target che tra l’altro prevedono la riduzione dell’80% delle emissioni di gas serra entro il 2050 per evitare l’aumento della temperatura media globale di 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali.

È stato il “Patto dei Sindaci” (movimento europeo che vede coinvolte le autorità locali e regionali impegnate ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori) a dare una spinta “green” anche in Italia, ha spiegato Salvia. Il 35% delle città (cioè 70) non ha redatto alcun piano di adattamento né di mitigazione e appena un quarto (43) si è dotato di entrambi, il 72% ha solo il piano di mitigazione e nessuna quello di adattamento.

Il primato fra i leader climatici spetta al Regno Unito: il 93% delle 30 città analizzate ha un piano di mitigazione, contro l’80% di quelle olandesi e tedesche, il 56% di quelle italiane e il 43% delle francesi. Anche per l’adattamento, si distingue la Gran Bretagna con 24 città, contro 13 su 40 città tedesche e 5 su 26 spagnole. “Se le azioni previste a livello urbano fossero adottate dall’intero sistema nazionale si otterrebbe entro il 2050 una riduzione del 37% delle emissioni di gas serra degli 11 paesi e del 27% dell’Ue nel suo complesso. Tuttavia – conclude Pietrapertosa – saremmo sempre lontani dal raggiungimento dell’80% previsto”.

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