Fa caldo e gli uccelli migratori partono un mese dopo

Pubblicato il 21 Novembre 2011 19:57 | Ultimo aggiornamento: 21 Novembre 2011 20:01

MILANO, 21 NOV – Cambiano le rotte e i tempi per le partenze stagionali degli uccelli migratori: iniziano il loro viaggio con un mese di ritardo rispetto a 30 anni fa. E la causa sta nell'aumento delle temperature. A scoprirlo sono stati alcuni scienziati dell'universita' di Helsinki, che in una ricerca pubblicata sul 'Journal of ornitology', hanno studiato anatre, oche e cigni, che trascorrono l'inverno nelle paludi dell'Europa dell'estremo Nord.

Questi uccelli stanno modificando i loro schemi migratori. E non solo. Secondo il Wildfowl and Wetlands Trust (Wwt, cioe' il Fondo per gli uccelli acquatici e le paludi) il numero degli esemplari di alcune specie, prima familiari in Gran Bretagna, ora e' in calo e molti uccelli non volano piu' molto lontano. Dal 1979 i volontari del Wwt censiscono gli uccelli migratori, quali specie dal sud della Finlandia partono e i periodi in cui lo fanno. Esaminando i dati degli ultimi 30 anni di migrazioni, hanno cosi' scoperto che sei specie su 15 hanno ritardato in modo significativo la loro partenza, tra cui l'oca selvatica e l'anatra moretta comune. Il che dimostrerebbe quanto rapidamente gli uccelli acquatici stiano rispondendo al cambiamento climatico. "La temperatura dell'acqua cresce piu' rapidamente di quella dell'aria – spiega Aleksi Lehikoinen, coordinatore dello studio – il che significa che c'e' piu' cibo disponibile per queste specie". Ecco perche' molti uccelli provenienti da Scandinavia, Russia e Siberia non fanno piu' tappa in Gran Bretagna.

"Siamo quasi l'ultima fermata – spiega Geoff Hilton, capo ricerca del Wwt – cosi' alcune specie non arrivano proprio qui nel Regno Unito. Stanno solo piu' in alto nella rotta migratoria". Lo ha riscontrato anche uno studio condotto in Gran Bretagna, nella riserva di Slimbridge, nel Gloucestershire. ''In 10 anni – racconta – il numero delle oche dalla fronte bianca e' calato di circa il 75%. Trent'anni fa a Slimbridge c'erano generalmente 6000 uccelli nel picco invernale, ora sono 500''.

Questo calo degli stormi potrebbe avere un impatto anche sull'habitat delle paludi, secondo gli studiosi. I ricercatori finlandesi sperano ora di condurre una ricerca piu' dettagliata sulla popolazione degli uccelli acquatici che attraversano l'Europa settentrionale in inverno, in modo da scoprire quali specie si sono spostate verso nord e quali sono in calo.