Firenze, nessuna tromba d’aria: è stato il downburst

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 agosto 2015 14:57 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2015 14:57
Firenze, nessuna tromba d'aria: è stato il downburst

L’alluvione a Firenze il primo agosto scorso

FIRENZE – Nessuna tromba d’aria a Firenze: il primo agosto a devastare il capoluogo fiorentino è stato un “downburst“, assicura il blogger scientifico Aldo Piombino su Repubblica. 

Ma che cos’è un downburst? Si tratta di un fenomeno tipico delle grandi pianure interne degli Stati Uniti. Un nome intraducibile, attualmente. Del resto questo fenomeno è stato scoperto solo di recente, negli anni Ottanta.

In altre parole nei cieli sopra Firenze il primo agosto l’aria calda in arrivo da sud-ovest si è arricchita di umidità passando sopra il Mar Tirreno, e ha formato una cella temporalesca che ha percorso tutta la zona della penisola tra la costa a sud di Livorno e la Romagna, accanendosi soprattutto sui quartieri orientali di Firenze, probabilmente perché a quel punto si è trovato davanti la dorsale del Monte Giovi e quella del Chianti.

Spiega Piombino su Repubblica:

“La presenza di questi fenomeni fu suggerita dallo studio di alcuni incidenti aerei apparentemente inspiegabili avvenuti negli Stati Uniti, ma tutti dovuti ad una forte ed improvvisa perdita di quota durante temporali particolarmente intensi.

Un downburst è una forte corrente discendente che causa un deflusso improvviso in tutte le direzioni a partire dal punto in cui la corrente è scesa, con venti dalla intensità tipica di quelli associati alle trombe d’aria”.

Una cosa è certa: dobbiamo abituarci a questi eventi meteorologici e studiare come prevenirli perché, spiega Piombino,

“questi fenomeni saranno sempre più comuni a causa del riscaldamento globale, che ha una base naturale (basta vedere l’alternanza di periodi più caldi e più freddi degli ultimi 5000 anni) ma che oggi presenta una componente antropica ben più forte di quella naturale, dovuta al rilascio di gas – serra: infatti tutte le proiezioni danno per l’Italia un aumento della frequenza di questi fenomeni estremi, a causa del forte aumento della temperatura delle acque del Mediterraneo, che provoca una sempre maggiore evaporazione quando nuclei di bassa pressione atmosferica vi passano sopra e delle temperature più elevate di prima del suolo sulla terraferma”.