A Milano l’inquinamento è sempre oltre la soglia. Flop “Area C”?

Pubblicato il 24 Gennaio 2012 10:01 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2012 10:04

MILANO – Il provvedimento voluto dalla Giunta Pisapia per limitare la congestione di traffico e inquinamento, imponendo un pedaggio di 5 euro alle auto che vogliono entrare in centro, non sta dando i frutti sperati. A sette giorni dal varo della tassa sull’ Area C, i  valori di smog sono saliti fino al triplo dei limiti fissati per la protezione della salute. La domanda allora sorge spontanea: perché le polveri non diminuiscono se diminuisce il numero delle auto in circolazione?

In realtà, spiegano al Comune, l’obiettivo primario della tassa è quello di decongestionare il traffico: la riduzione dello smog non è una priorità. E’ piuttosto un effetto indiretto  e involontario. Studi e ricerche hanno dimostrato che  è impossibile ridurre in maniera sostanziale le concentrazioni di smog se si interviene su un’area limitata come il centro di Milano, che copre soltanto il 4,5 per cento dell’intero territorio comunale. In questa direzione cercava di andare l’Ecopass, voluto dalla giunta Moratti e rimasto in vigore per 4 anni, dal 2008 al 2011, era anch’esso un pedaggio di ingresso in centro, ma basato sul principio “chi più inquina, più paga”. L’obiettivo  non è stato raggiunto perché le concentrazioni generali di polveri sottili nell’area metropolitana milanese non potevano essere “intaccate” e, sebbene l’Ecopass abbia portato un ricambio di auto verso veicoli con motori sempre più eco-compatibili, finiva col gravare solo sul 10 per cento delle auto in ingresso, con il naturale decadimento di qualsiasi effetto deterrente.

L’Area C ha voluto correggere questo meccanismo perverso e imporre un pedaggio al 90 percento delle auto in circolo. L’effetto è stato massiccio: -37 per cento di traffico in centro. La Giunta Pisapia fa sapere che l’Area C è “fondamentale soprattutto perché attraverso di essa si stima di incassare quei 31-35 milioni di euro l’anno che permetteranno nuovi investimenti in politiche verdi”.