Frane e alluvioni: soldi ci sono, mancano progetti. Stop 9 opere su 10

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Marzo 2015 12:27 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2015 12:28
Frane e alluvioni: soldi ci sono, mancano progetti. Stop 9 opere su 10

Frane e alluvioni: soldi ci sono, mancano progetti. Stop 9 opere su 10

ROMA – Dopo 70 anni di frane e alluvioni con 2458 comuni colpiti, 5455 morti, 98 dispersi e 752mila famiglie sfollate, finalmente ci sono i soldi per mettere in sicurezza il territorio, ma mancano i progetti. Il governo ha infatti messo a disposizione nove miliardi da spendere nei prossimi 7 anni ma nel 90% non vi è uno straccio di studio geologico o calcolo ingegneristico da mettere in pratica. Scrive Giuseppe Salvaggiulo sul quotidiano la Stampa che da domani potrebbero partire oltre 7000 cantieri ma nella gran parte dei casi se ne riparlerà invece tra almeno 5 anni: il tempo che in media ci vuole per approvare il progetto esecutivo di un’opera pubblica.

Il fatto è questo: per 30 anni si è parlato di un piano nazionale sul dissesto idrogeologico che non è mai esistito. Per Erasmo D’Angelis, a capo della task force sul dissesto idrogeologico insediata a Palazzo Chigi da 8 mesi, abbiamo buttato almeno 30 anni a non fare assolutamente niente. Scrive Salvaggiulo:

“Tutti quelli strombazzati negli anni scorsi erano collage di vaghe stime senza fondamento scientifico: servirebbero 65 miliardi, anzi 50, no forse 40…

«In gran parte solo titoli, al massimo generici studi di fattibilità – dice D’Angelis – in un giochino a chi la sparava più grossa». Ma nessuno aveva mai redatto un elenco dettagliato di opere con i costi.

Ora un conteggio preciso c’è: le opere necessarie sono 7100 e costano 21,5 miliardi.

Come funziona? I soldi arrivano solo quando l’opera e pronta per partire e il problema è proprio questo, su 7.100 opere, ben 6.300 non hanno un progetto esecutivo. Il ché significa che ogni volta che il maltempo ha portato devastazione e morte, gli amministratori locali si sono affrettati a fare la conta dei danni per andare a battere cassa ma senza mai mettere a punto un vero piano di intervento da finanziare.

Secondo gli ultimi dati di Legambiente ci sono oltre 6 milioni di italiani che vivono in aree a rischio idrogeologico, persone che potrebbero essere le vittime del futuro se non si accelera sulle procedure per l’approvazione dei progetti esecutivi.