Fukushima, si stringe la falla. Ma la Corea del Sud protesta per l’acqua radioattiva in mare

Pubblicato il 5 Aprile 2011 20:49 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2011 20:59

FUKUSHIMA – Silicato di sodio e altri agenti chimici starebbero restringendo la falla al pozzo di scarico del reattore n.2 di Fukushima, secondo le indiscrezioni di fine giornata, caratterizzata dal disappunto della Corea del Sud. Il Giappone ha continuato a scaricare volontariamente acqua poco radioattiva nell’oceano Pacifico e la Corea del Sud, quinta potenza mondiale nel nucleare civile, ha deciso di chiedere lumi sulla inusuale procedura della Tepco, il gestore dell’impianto nucleare, anche con la proposta di fare propri test. A maggior ragione con valori dei campioni di mare vicino al reattore n.2 volatili: lo iodio-131 di sabato era di 300.000 becquerel/cm cubo (7,5 milioni di volte oltre i limiti), scesi a 200.000 lunedì (5 milioni), prima dell’inizio del rilascio.

C’è voluta l’intera giornata per accomodare la vicenda, dopo che il governo, sia con il capo di gabinetto Yukio Edano sia con il ministro degli Esteri, Takeaki Matsumoto, ha ribadito la correttezza dell’operato in linea con quanto previsto dalla convenzione Onu sugli incidenti nucleari del 1986. E’ toccato all’Agenzia per la sicurezza nucleare scusarsi, all’indomani del via libera allo scarico di 11.500 tonnellate di acqua.

”Sono rammaricato per la preoccupazione generata anche se la decisione è stata una misura d’emergenza”, ha detto in serata il portavoce dell’Agenzia, Hidehiko Nishiyama, specificando che Tokyo avrebbe spiegato ”pienamente” tutto rispondendo ”alle domande sulla situazione” dell’impianto. In mattina, il ministero degli Esteri di Seul, aveva espresso disappunto per l’accaduto richiedendo ”accurate verifiche dei fatti. Chi non proverebbe timore dopo aver saputo che si tratta di acqua contaminata?”, ha osservato il portavoce Cho Byung-jae. La vicenda ha evidenziato i timori dei Paesi vicini per una situazione dagli equilibri precari.

La procedura eccezionale ha lo scopo di accelerare i lavori di messa in sicurezza, con il riavvio degli impianti di raffreddamento, e di liberare il sito di acqua ad alta contaminazione, stimata – secondo il ministro dell’Industria, Banri Kaieda – in 60.000 tonnellate (20.000 ciascuno nei reattori 1, 2, 3), da sistemare in vasche di contenimento dei sito e nelle isole artificiali, le megafloat. La Tepco, crollata in Borsa ai minimi di sempre (a 362 yen), ha reso noto che paghera’ indennizzi provvisori a residenti e agricoltori colpiti dalla crisi.

Il governo ha varato la stretta sui controlli di pesce e frutti di mare, ancora più urgenti per l’assenza parziale (i valori dello iodio) di norme in materia. Nei prossimi due giorni, oltre 1.400 asili nido, scuole medie ed elementari della prefettura di Fukushima saranno esaminate quanto ai livelli di radioattività, anche per rispondere alle preoccupazioni dei genitori con l’avvio dell’anno scolastico.