Fukushima: l’acqua contaminata sversata in mare. Sono 140 tonnellate al giorno nell’Oceano Pacifico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Aprile 2021 9:39 | Ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2021 9:39
Fukushima: l'acqua contaminata sversata in mare. Sono 140 tonnellate al giorno nell'Oceano Pacifico

Fukushima: l’acqua contaminata sversata in mare. Sono 140 tonnellate al giorno nell’Oceano Pacifico FOTO ANSA

Il Giappone ha deciso, l’acqua contaminata della centrale nucleare di Fukushima sarà sversata in mare, nell’Oceano Pacifico ne finiranno quindi ogni giorno 140 tonnellate. Una decisione presa nonostante le protesta dei pescatori e degli abitanti locali ma anche di Cina e Corea del Sud. 

Il governo giapponese infatti ha deciso di rilasciare nell’Oceano Pacifico l’acqua contaminata fino ad oggi impiegata per raffreddare i reattori danneggiati dall’incidente nucleare di Fukushima. Lo ha comunicato il premier Yoshihide Suga, confermando le anticipazioni della vigilia e malgrado la netta opposizione dell’opinione pubblica, dell’industria della pesca e dei rappresentanti dell’agricoltura locale. Una decisione che arriva a 10 anni esatti dalla catastrofe del 2011.

Fukushima acqua contaminata, tonnellate in mare

La manutenzione giornaliera della centrale di Fukushima Daiichi genera l’equivalente di 140 tonnellate di acqua contaminata. Acqua che, nonostante venga trattata negli impianti di bonifica, continua a contenere il trizio, un isotopo radioattivo dell’idrogeno. Poco più di 1.000 serbatoi si sono accumulati nella area adiacente all’impianto, l’equivalente di 1,25 milioni di tonnellate di liquido. Secondo il gestore della centrale, la Tokyo Electric Power (Tepco), le cisterne raggiungeranno la massima capacità consentita entro l’estate del 2022.

Le proteste per l’acqua contaminata sversata in mare

Proteste contro lo sversamento dell’acqua contaminata di Fukushima in mare da parte anche dei paesi vicini, tra cui la Cina e la Corea del Sud. Cina e Corea del Sud hanno criticato con forza il piano del Giappone, che ha rimarcato la sicurezza dell’operazione forte del sostegno dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) che ha definito la mossa simile allo smaltimento di acque reflue negli impianti nucleari in altre parti del mondo. Il processo, tuttavia, non inizierà probabilmente prima di diversi anni.

Il triplice disastro di Fukushima avvenne dopo un terremoto di magnitudo 9 e il successivo tsunami, che ha provocato il surriscaldamento del combustibile nucleare, seguito dalla fusione del nocciolo all’interno dei reattori, a cui si accompagnarono le esplosioni di idrogeno e le emissioni di radiazioni.