Gli americani a Fukushima: “Poche informazioni, impossibile valutare la gravità del pericolo”

Pubblicato il 17 Marzo 2011 18:49 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2011 18:49

FUKUSHIMA – Gli Stati Uniti sono preoccupati dalla situazione in Giappone, tanto che il Pentagono ha annunciato l’invio a Fukushima di una squadra di esperti nucleari militari per aiutare i colleghi giapponesi nell’intervento sui reattori danneggiati. Secondo gli americani le informazioni messe a disposizioni dai giapponesi sono scarse e non consentono una valutazione esatta del problema.

Il portavoce del Pentagono, il colonnello David Lapan, ha precisato che la squadra è composta da nove membri. Si tratta di ingegneri nucleari e scienziati biochimici specializzati in rischi biologici e nucleari. Lapan ha precisato anche che il ministro della Difesa americano, Robert Gates, ha autorizzato aiuti verso il Giappone da parte del Pentagono per 35 milioni di dollari.

Gli esperti americani stanno cercando di decifrare non senza difficoltà quale sia esattamente la situazione alla centrale di Fukushima, lamentando una mancanza di informazioni precise che rende ”difficile se non impossibile” la valutazione esatta di quanto sta accadendo nel o nei reattori danneggiati. Lo ha dichiarato a Usa Today Fred Mettler, il rappresentante americano della commissione delle Nazioni Unite sugli effetti delle radiazioni sulla salute umana. In particolare, nel rapporto avuto ieri dai ricercatori giapponesi mancavano i dati su Fukushima.

Gli esperti ”hanno bisogno di sapere quali siano esattamente i livelli (delle radiazioni), in quale direzione si muovano e quale ne sia la causa”. Il capo dell’agenzia atomica delle Nazioni Unite, il giapponese Yukiya Amano, ha reso noto che visiterà ”al più presto” la centrale di Fukushima per ”avere informazioni di prima mano”.

Restano infatti contraddittorie le informazioni fornite dalle autorità giapponese e quelle emerse ieri dal rapporto presentato al Congresso americano dal responsabile dell’ente regolatore nucleare americano, Gregory Jaczko, che ha parlato di ”livelli di radiazioni estremamente alti”.