Gas serra, concentrazioni record nel 2014: allarme clima

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 9 Novembre 2015 13:36 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2015 13:37
Gas serra, concentrazioni record nel 2014: allarme clima

Gas serra, concentrazioni record nel 2014: allarme clima (Foto Ansa)

GINEVRA – La concentrazione di gas serra nel 2014 ha raggiunto un livello record. A lanciare l’allarme per il clima è l’Organizzazione meteorologica mondiale, che ha rivelato il 9 novembre gli ultimi dati sulle concentrazioni di gas serra nell’atmosfera terrestre. I livelli continuano a crescere, spiegano dall’Omm,

“proseguendo una crescita inarrestabile che alimenta i cambiamenti climatici e renderà il pianeta più pericoloso e inospitale per le future generazioni”.

L’organizzazione ha spiegato che tra il 1990 e il 2014 l’aumento del forzante radiativo per la presenza di gas serra nell’atmosfera è stato del 36%. I gas principali sono l’anidride carbonica, il metano e il protossido di azoto generati dalle attività agricole, domestiche e soprattutto industriali. Michel Jarraud, segretario generale della Omm, ha spiegato all’Ansa:

“Ogni anno segnaliamo un nuovo record. Ogni anno diciamo che il tempo a disposizione sta per scadere. Dobbiamo agire ora per tagliare le emissioni di gas serra, se vogliamo avere la possibilità di mantenere l’aumento della temperatura a livelli gestibili”.

Il bollettino rilasciato a novembre sottolinea come le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica, che è il principale gas a effetto serra, hanno raggiunto 397,7 parti per milione (ppm) nel 2014 e nella primavera del 2014, quando l’anidride carbonica risulta più abbondante, le concentrazioni nell’emisfero settentrionale hanno varcato la soglia simbolicamente significativa di 400 ppm e nella primavera 2015, la concentrazione media globale di anidride carbonica ha superato il livello di 400 ppm. Jarraud poi ha sottolineato come questa condizione sia preoccupante per il clima:

“L’anidride carbonica rappresenta per il pianeta una minaccia invisibile, ma molto reale, che si traduce in temperature globali più alte ed eventi meteorologici estremi più numerosi come ondate di calore e inondazioni, scioglimento dei ghiacci, innalzamento del livello del mare e aumento dell’acidità degli oceani”.