Ghiacciaio Planpincieux, nuova allerta: fronte accelera scivolamento, 90 cm in 24 ore

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 30 Settembre 2019 18:45 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2019 20:16
Ghiacciaio planpincieux scivola ancora

Il ghiacciaio Planpinciuex sul monte Bianco scivola di 90 cm in 24 ore (Foto ANSA)

AOSTA – Il ghiacciaio Planpincieux sul monte Bianco accelera ancora lo scivolamento nella parte frontale e l’allerta resta massima. Nelle ultime 24 ore il fronte è scivolato a valle di 90 centimetri, dato del pomeriggio del 30 settembre. Solo la mattina di lunedì il dato era a 60 centimetri. 

La parte frontale del ghiacciaio, che vale il 10% della sua massa totale, resta un sorvegliato speciale da parte della Regione Valle d’Aosta e della Fondazione montagna sicura di Courmayeur che continuano a emettere bollettini sulla situazione. Se la parte frontale velocizza lo scivolamento, le parti retrostanti confermano un avanzamento costante:30 centimetri al giorno per quella centrale e 15 centimetri per quella in coda.

Fabrizio Troilo, glaciologo della Fondazione Montagna sicura, ha spiegato all’ANSA che la caduta del fronte di ghiaccio “è probabile nei prossimi giorni o settimane”. L’allerta quindi continua a riguardare il blocco di ghiaccio più consistente, che continua a muoversi a velocità costante.

Troilo ha spiegato: “L’accelerazione di questo blocco più piccolo non ci cambia nulla. Dall’esperienza di monitoraggio un settore con quella velocità e con quei volumi probabilmente cadrà nei prossimi giorni o settimane, ma sarà un evento limitato, che si arresta nel conoide immediatamente sotto il ghiacciaio e non avrà influenza sulle strade sottostanti”. Il glaciologo ha poi aggiunto che la caduta del blocco più piccolo “non allevia se non marginalmente il carico dei 250 mila metri cubi che continuano a scendere a velocità costante”.

Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali e l’Autonomia, ha commentato: “Penso che abbia molto senso fare una riflessione con il Governo sulla necessità di far diventare la Valle d’Aosta un laboratorio sui cambiamenti climatici”.

Il ministro ha poi aggiunto: “Ne parlerò con il premier Conte e con il ministro Costa perché la natura che ci circonda qui, nella sua straordinaria bellezza e nella sua straordinaria complessità non è ordinaria”. Secondo il ministro Boccia, “la natura non è mai ordinaria, ma ci sono luoghi un po’ più straordinari degli altri e io penso che qui ci siano tutte le condizioni per fare delle valutazioni che ci toccano, nostro malgrado: non dipenderà da noi tutto ciò che ci arriverà sulle nostre teste, ma da noi possono arrivare contributi per far sì che gli altri, anche fuori dai confini nazionali, migliorino i loro comportamenti”. (Fonte ANSA)