Giappone: contro le perdite dei reattori un “tappo” di cemento armato

Pubblicato il 18 Marzo 2011 8:07 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2011 8:50

OSAKA – I tecnici giapponesi sperano di riuscire entro la giornata di venerdì a rimettere parzialmente in funzione il sistema elettrico della centrale nucleare di Fukushima, danneggiata dal terremoto e dallo tsunami di una settimana fa, dalla quale è uscita un’altra colonna di fumo bianco.

Ciò permetterebbe di accelerare le operazioni di raffreddamento dei reattori surriscaldati, che rischiano di rilasciare una forte dose di radioattività con conseguenze inimmaginabili. Il lavoro dei tecnici dovrà essere interrotto per permettere una nuova missione dei piloti dell’esercito giapponese, che dai loro elicotteri getteranno tonnellate di acqua sui reattori.

Le missioni finora non hanno avuto il successo sperato ma venerdì, ha detto un portavoce governativo, i piloti faranno tesoro dell’esperienza e potranno ”aggiustare la mira”.

Da giovedì il livello di radioattività nella centrale è sceso solo marginalmente, ha aggiunto il portavoce. I reattori della centrale sono stati gravemente danneggiati dal terremoto e dallo tsunami di venerdì scorso, che è stato di magnitudo 9,0. Un funzionario dell’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha sostenuto che la priorità è ora quella di alzare il livello dell’acqua nelle vasche dove viene conservato il combustibile nucleare usato.

Non è esclusa l’ipotesi di chiudere i reattori in un sarcofago di cemento armato e di seppellirli, come fu fatto a Cernobyl nel 1986. Il vento sulla centrale soffia verso il Pacifico e non c’è pericolo immediato per l’area urbana di Tokyo, 240 km a sud dell’impianto. Il presidente americano Barack Obama ha affermato che non ci sono pericoli neanche per la costa occidentale degli Usa, dove 450 esperti nucleari militari sono pronti ad aiutare quelli giapponesi se necessario.

Giovedì il Pentagono ha annunciato l’invio di nove speciali. Oggi tornerà in patria il direttore generale dell’Aiea – l’Agenzia dell’Onu per l’energia atomica – il giapponese Yukiya Amano, che discuterà della crisi nucleare col premier Naoto Kan.

Il presidente americano Barack Obama ha affermato che non ci sono pericoli neanche per la costa occidentale degli Usa, dove 450 esperti nucleari militari sono pronti ad aiutare quelli giapponesi se necessario. Giovedì il Pentagono ha annunciato l’invio di nove unità speciali di una task force per le emergenze nucleari. Venerdì tornerà in patria il direttore generale dell’Aiea – l’Agenzia dell’Onu per l’energia atomica – il giapponese Yukiya Amano, che discuterà della crisi nucleare col premier Naoto Kan.