Marea nera: i giganti del petrolio si uniscono per fermare altre possibili disastri nel Golfo del Messico

Pubblicato il 22 luglio 2010 12:50 | Ultimo aggiornamento: 22 luglio 2010 18:13

Piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico

Quattro delle maggiori società petrolifere del mondo si sono unite per creare un sistema per fermare le possibili fuoriuscite di petrolio nel Golfo del Messico. Si tratta, riporta il Wall Street Journal, di un modo per riconquistare la Casa Bianca dopo il disastro provocato dall’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon di Bp.

Le società coinvolte sono Exxon Mobil, Chevron, Royal Dutch Shell e Conoco Phillips. La joint-venture ha l’obiettivo di progettare, costruire e gestire un sistema di pronto intervento che possa raccogliere e contenere fino a 100.000 barili di petrolio che sgorga a 3.000 metri di profondità. Il sistema è formato da diverse navi per la raccolta di petrolio e da un insieme di macchinari subacquei, ed è in sostanza simile a quello sviluppato da Bp nei tre mesi della crisi della marea nera.

La Deepwater Horizon è esplosa lo scorso 20 aprile. Le società faranno un investimento iniziale di un miliardo di dollari nella joint-venture no profit, chiamata Marine Well Containment Company. Ma il conto complessivo, tenendo conto che il sistema dovrà essere sempre in allerta, sarà di miliardi di dollari nei prossimi anni.