Gli invasori extra-europei della terra italiana

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Dicembre 2015 14:50 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2015 14:50
Gli invasori extra-europei della terra italiana

Un esemplare di cimice bronzea

ROMA – Sono gli invasori extra-europei della terra, dei boschi e delle coltivazioni italiane: sono batteri, insetti e virus estranei al nostro habitat naturale, che però arrivano sul suolo italiano insieme alle importazioni e alle migrazioni, ma anche semplicemente attraverso i viaggi, trasportati da aerei, navi e treni, sui peli degli animali o sugli abiti delle persone.

Solo nel 2014, scrive Luigi Offeddu sul Corriere della Sera citando dati dell’Unione europea, sono stati segnalati in Italia 96 insetti, 22 virus, 20 funghi e 49 batteri arrivati dall’estero. Si tratta di un vero e proprio primato all’interno dell’Ue.

Eppure, sottolinea Offeddu, in Italia i controlli si fanno, solo che questo non basta, tanto che Bruxelles sembra avere intenzione di intraprendere una procedura di infrazione che potrebbe costare allo Stato centinaia di migliaia di euro per non aver saputo arginare la Xylella fastidiosa, il batterio killer degli ulivi pugliesi.

  • Tra gli esempi più eclatanti di questi “invasori stranieri” c’è il punteruolo rosso, un coleottero arrivato dall’Oriente che sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza della palme italiane.
  • C’è anche il tarlo asiatico o cerambice dalle lunghe corna, un altro coleottero che sembra sia arrivato dal Giappone nascosto in qualche piantina di bonsai. Le sue larve divorano il legno, e quindi mettono in pericolo anche tutti gli alberi e arbusti di campagne e città italiane.
  • Stessi rischi per il Thaumastocoris peregrinus o cimice bronzea, che porta la peste degli eucalipti.
  • Ma anche il Lissorhoptrus oryzophilus, l’untore della micidiale peste delle risaie, comparso nel 2004 in alcuni angoli della Padania, poi in Francia e oggi presente lungo quasi tutto il Po.
  • Nel parco del Ticino è arrivata anche la Popillia japonica, uno scarabeo verde brillante giunto appunto dal Giappone o dagli Stati Uniti che attacca le radici di 295 specie vegetali fra cui il mais, il pomodoro e la vite.