Greta no, non farlo: la bara lasciacela di legno

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 30 Dicembre 2019 10:31 | Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre 2019 10:31
Greta e ambientalisti no, non farlo: la bara lasciacela di legno

Un’esempio di bara eco nella foto Ansa

ROMA – Greta no, non farlo. Lei, Greta, direttamente e in prima persona non si è ancora mossa, non ha, per così dire, preso ancora visione del dossier. Ma è certamente nel segno di Greta che un distaccamento avanzato dell’ambientalismo marginale ha aperto la guerra alla bara di legno.

Sì, proprio la bara, la cassa da morto. Sia quella con cui si viene sepolti, sia quella nella quale si viene cremati. Per ora al riparo della dannazione ambientalista le urne cinerarie (ma non è detta l’ultima parola). Cosa hanno le bare, le casse da morto secondo ambientalismo rigoroso quanto ossessivo-compulsivo? Quel che non va è che sono fatte di legno. Per l’esattezza a norma di legge di legno massiccio spesso almeno 25 millimetri. Legge questa vigente in Italia ed eredità ultima delle sagge e salutari disposizioni napoleoniche (addirittura così tanto occorre risalire per trovar saggezza). Legno massiccio e spesso per impedire sgocciolamenti di liquidi cadaverici, contaminazioni e relative insalubri conseguenze.

Ma oggi l’ambientalismo (quello un po’ da salotto e comitato) ha ansia di darsi da fard nel segno montante di Greta e quindi scopre che il legno per le bare deforesta. In realtà non è del tutto vero: deforesta se il taglio delle piante è selvaggio e senza programmazione ripristino, altrimenti la prima deforestatrice sarebbe madre natura. Vero è che in parte anche l’industria della bara (c’è anche quella ovviamente) talvolta si approvvigiona a basso prezzo di prodotti (legno) abbattuto e ricavato fuori regola e con metodi dannosi per l’ambiente e la collettività. Ma non tutto il legno per bare (così come per mobili o altro) è selvaggia e cieca deforestazione. L’idea che una bara in legno massiccio sia l’equivalente di un pezzo di Amazzonia dato a fuoco per piantarci la soia è idea stramba assai. Però, nel segno di Greta…qualcuno se l’è fatta venire.

Ed ecco quindi la campagna contro le bare in legno massiccio. Bisogna invece farsi seppellire o cremare in casse di bambù, meglio ancora di vimini, di lana pressata è il plus ultra dell’ambientalismo alla Greta (facciamo le buone azioni, i fioretti ecologici e la Terra ci farà la grazia di guarire). Quindi il fioretto di farsi seppellire o cremare senza legno. No, Greta no, questa no: la bara lasciacela di legno.