Inceneritori, a Copenaghen ci vanno a sciare sopra

di Daniela Lauria
Pubblicato il 19 Novembre 2018 12:39 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2018 12:39
Inceneritori, a Copenaghen ci vanno a sciare sopra

Inceneritori, a Copenaghen ci vanno a sciare sopra

COPENAGHEN – Costruire un termovalorizzatore nel bel mezzo della città, in Italia parrebbe un’eresia. Ma a Copenaghen no, al punto che ci vanno a sciare sopra. Nel paese senza discariche, l’ultima è stata chiusa negli anni Settanta, e a emissioni zero, si sono inventati l’inceneritore green. Il capolavoro di architettura ed ecologia sarà ultimato a dicembre ed è costato 670 milioni di dollari. 

A pieno regime sarà in grado di bruciare 400.000 tonnellate di rifiuti l’anno. Ma sarà anche nuova meta di culto degli sportivi: sui suoi tetti si scierà d’inverno e si pattinerà d’estate. Non solo: fornirà energia elettrica a 160 mila case e acqua calda per 62.500. E le emissioni? Zero. Dalla sua ciminiera uscirà solo vapore acqueo perché i filtri di ultima generazione sono progettati per trattenere tutti i possibili veleni e miasmi. 

L’avveniristico impianto è stato progettato dallo studio di architettura Bjarke Ingels Group e, viste le sue considerevoli dimensioni, 200 metri di lunghezza, 60 di larghezza e ben 90 di altezza, modificherà considerevolmente lo skyline della città. Ragion per cui si è cercato di restituire alla cittadinanza lo spazio sottratto per far posto alla collina artificiale.

La pista nera sarà lunga 180 metri, quella blu 5 e la verde 150. Le piste avranno un grande tornante e una pendenza che arriva al 45%. Mentre un lato della struttura farà da parete di climbing, la più alta del mondo, che svetta a 90 metri. La struttura potrà accogliere fino a 200 sciatori per volta e il biglietto costerà circa 9,50 euro l’ora. Tutto intorno alle piste verranno piantati alberi e saranno realizzati sentieri per trekking e jogging e aree picnic. 

Una lezione per i Salvini e i Di Maio nostrani dalla civilissima Copenaghen, dove l’economia ecosostenibile non è uno spot elettorale da sbandierare per fare lo sgambetto all’alleato di governo ma una realtà concreta e funzionale.