Bruxelles bacchetta l’Italia: deferita per polveri sottili e acque reflue

Pubblicato il 24 novembre 2010 16:40 | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2010 16:40

La Commissione europea mette sotto accusa l’Italia per le troppe polveri sottili nell’aria e per il trattamento delle acque reflue. Bruxelles ha deferito alla Corte di giustizia Italia, Cipro, Portogallo e Spagna per il mancato rispetto delle norme Ue che fissano i valori limite della qualità dell’aria. Lo si legge in un comunicato della Commissione, in cui si dice che questi stati “non hanno ancora affrontato in modo efficace il problema delle emissioni eccssive per l’inquinante atmosferico particolato fine, o PM10”.

“La direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa impone agli Stati membri di limitare l’esposizione dei cittadini alle microparticelle denominate PM10 – si legge nella nota – La legislazione stabilisce valori limite per l’esposizione, cui gli Stati membri dovevano conformarsi entro il 2005, riguardanti sia la concentrazione annua (40 µg/m3), sia la concentrazione quotidiana (50 µg/m3) che non deve essere superata oltre 35 volte in un anno di calendario”.

“Le informazioni a disposizione della Commissione indicano che dall’entrata in vigore della normativa nel 2005 i valori limite per il PM10 non sono stati rispettati in diverse zone a Cipro, in Italia, Portogallo e Spagna – prosegue il comunicato – Per quanto tutti i quattro Stati membri abbiano chiesto la proroga, la Commissione ritiene che le condizioni per concederla non siano state rispettate per diverse zone non in regola e per questa ragione ricorre alla Corte di giustizia europea contro tali Stati membri”.

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Il particolato fine (PM10) è presente soprattutto nelle emissioni inquinanti provenienti dall’industria, dal traffico e dai riscaldamenti domestici e può causare asma, problemi cardiovascolari, cancro ai polmoni e morti premature.