Lombardia e inquinamento: la “maglia nera” a Monza

Pubblicato il 19 gennaio 2011 5:40 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2011 9:57

Più di Milano, più di Varese, più di Brescia, più di tutte: è Monza la città più inquinata di Lombardia. Lo ha stabilito, senza troppi appelli, la classifica 2010 di Legambiente “Mal’aria” che ha attribuito al capoluogo della piccola provincia di Monza e Brianza la maglia nera della classifica delle città lombarde per respirabilità dell’aria.

In base alla rilevazione risulta sono state state 92 (contro le 35 accettabili secondo i parametri europei) le giornate in cui i livelli massimi di inquinamento dell’aria sono stati fuori norma. Il livello di pm 10 presente nell’aria sarebbe di 40,4  microgrammi al metro cubo, oltre il limite dei 40 microgrammi al metro cubo.

Peggio, da questo punto di vista, solo Milano, con 40,6 microgrammi al metro cubo; le altre città lombarde seppure in evidente difficoltà hanno un Pm10 al di sotto della fatidica soglia: Brescia, 39, Varese, Como, Pavia, Lodi, Bergamo e Mantova tra i 30 e i 37 microgrammi/metro cubo, e Sondrio e Lecco attorno ai 25.

Un dato che non sorprende le associazioni dei cittadini da tempo sulle barricate a invocare una migliore qualità dell’aria: l’Associazione Fuori dal Pantano, per esempio, ha diramato un comunicato nel quale, pur nell’amarezza della situazione si dice sollevata dal fatto che la difficoltà della situazione sia stata sottolineata anche da Legambiente: “Pur fra tante amarezze provate nel tempo – dicono i cittadini del gruppo – non possiamo che felicitarci per questa presa di coscienza e rimarcare l’indispensabilità di intraprendere ogni azione per rimediare a tanto degrado”.

L’importante, secondo i “barricaderi” cittadini, è darsi da fare  e cambiare le cose: “Chiediamo al sindaco di Monza, garante della salute pubblica di cercare modi veloci per far sapere i cittadini cosa stanno respirando. In particolare chiediamo che ci si occupi della situazione del quartiere S. Rocco, zona ad altissima densità di macchine e traffico”.

Nessuno stupore per i numeri diffusi da Legambiente anche dalle parti del Comitato San Fruttuoso: “Non è una novità. La novità sarebbe che Provincia e Comune si decidessero ad affrontare il tema del trasporto pubblico. Da anni facciamo notare, inascoltati, come il problema del traffico e del trasporto pubblico a Monza e in Brianza avrebbe una possibile soluzione ferroviaria”.

Il potenziamento del trasporto pubblico viene invocato, come fosse la panacea, se non di tutti i mali, per lo meno di molti, anche da Legambiente: “Rispetto alle altre regioni europee – ha detto il
responsabile di Legambiente regionale Damiano Di Simine – la Lombardia non tiene sul fronte del trasporto pubblico, in primo luogo ferroviario. Per recuperare competitività dobbiamo almeno raddoppiare il numero di viaggiatori che scelgono il trasporto pubblico, anche a costo di rinunciare ad investimenti autostradali davvero inopportuni. Ci stiamo indebitando per fare nuove autostrade, che non sono per nulla prioritarie”.