Legge Salva-paesaggio: Lombardia, Veneto, Friuli… le regioni che la fermano

Pubblicato il 29 Ottobre 2012 12:30 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2012 13:03
Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni (Lapresse)

ROMA – Secondo una poco invidiabile classifica stilata da Legambiente le cinque regioni d’Italia più cementificate sono Lombardia, Veneto, Campania, Friuli Venezia Giulia e Emilia Rogmagna. In Europa siamo il paese con la minore crescita demografica e il maggiore per consumo di suolo. E ora, secondo quanto scrive Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, le fila di coloro i quali vogliono far arenare il disegno di legge salva-paesaggio, si ingrossano. Troppo grossi gli interessi in gioco, scrive Rizzo, per accontentarsi delle giustificazioni di chi come il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, attende un imprecisato placet degli urbanisti. Dietro, scrive Rizzo, si nasconderebbero speculazione e abusivismo, le cui responsabilità maggiori ricadono proprio su chi detiene la gestione del territorio.

Scrive Rizzo:

Ogni giorno, informa uno studio dell’Istituto superiore per la ricerca ambientale, vanno in fumo cento ettari, ovvero dieci metri quadrati al secondo. […] A scapito, sì, del nostro meraviglioso paesaggio, dell’ambiente, delle risorse turistiche e dell’assetto idrogeologico, ma anche dell’agricoltura, cui sono stati sottratti in quarant’anni cinque milioni di ettari, facendo dell’Italia una nazione in fortissimo deficit alimentare.

Questi i numeri raccolti da Rizzo:

I numeri dicono che il 7,3 per cento del territorio italiano, una superficie grande come la Toscana, è ormai cementificato. Per giunta sono dati vecchi di due anni: di questo passo avremmo già quasi doppiato la media europea di consumo del suolo, pari al 4,3 per cento. L’offensiva è particolarmente violenta al Nord. Il 16,4 per cento della pianura padana, una delle aree agricole un tempo più vaste e produttive del continente, è coperta da costruzioni. La Provincia più cementificata d’Italia è Monza, dove il 54 per cento del territorio è artificiale. Segue quella di Napoli, con il 43 per cento. Ma subito dietro c’è Milano, con il 37 per cento: quasi il doppio rispetto a Roma, attestata sul 20. E poi Varese (29), Trieste (28), Padova (23), Como (19), Treviso (19), Prato (18)…

Siamo un Paese popoloso con un Nord molto industrializzato, certo. Ma lo è anche la Germania, dove abitano 229 persone al chilometro quadrato contro le 200 dell’Italia e c’è una industria ancora più sviluppata. Di più: il 35,2 per cento del territorio tedesco non è, come quello italiano, di montagna. Eppure la Germania ha consumato il 6,8 per cento del suo territorio contro il nostro 7,3. Realizzando pure le infrastrutture che noi non abbiamo fatto.

Rizzo racconta che il 10 ottobre, tre settimane dopo il varo della legge salva-paesaggio da parte del consiglio dei ministri, Regioni, Province e Comuni si sono riuniti e hanno chiesto di riscrivere il provvedimento. Tutti al lavoro con la promessa di rispettare la scadenza del 18 ottobre per farlo approdare in parlamento. Ma siamo al 29 ottobre e la scadenza è già bella che vanificata.

Intanto Vasco Errani, ha comunicato al ministro dell’Agricoltura Mario Catania, che senza il via libera degli urbanisti non si va avanti. Rizzo riporta che:

Il coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura Dario Stefano, esponente di Sinistra, ecologia e libertà, dichiara che c’è «una montagna di problemi» che lo rende «inapplicabile». Primo: lo Stato non può prendere decisioni che invece spettano a Regioni ed enti locali, come appunto il consumo del suolo. Secondo: “la terminologia”.