Maltempo. Assalto ai treni, ora si rischia piena dei fiumi

Pubblicato il 23 Dicembre 2009 20:55 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2009 20:55

maltempo02gAl terzo giorno di emergenza maltempo, esplode la rabbia dei cittadini, rimasti bloccati per ore nei convogli fermi lungo la linea Milano-Bologna e nella stazione centrale del capoluogo lombardo, chiusa di fatto fino alle 13 a causa della rottura delle linee aeree, provocata dal ghiaccio.In migliaia hanno preso d’assalto i convogli quando, con ritardi di ore, hanno ripreso a circolare: e in alcuni casi è dovuta intervenire anche la polizia, per impedire a molti di salire sui treni già stracarichi.

E ancora non è finita perché, dopo il gelo e la neve dei giorni scorsi, a preoccupare è ora il livello di fiumi e torrenti: le piogge intense attese sia alla Vigilia che a Natale su tutto il centro nord e lo scioglimento della neve provocato dall’innalzamento delle temperature, potrebbe farli salire oltre i livelli di guardia.

Le avvisaglie si sono già avute in Emilia Romagna, Toscana e Liguria, ma domani l’allerta potrebbe estendersi anche al nord est, dove sono attesi circa 100 millimetri di pioggia in 24 ore. Intanto oggi si conta un disperso, un uomo travolto dalla piena di un torrente nell’imperiese. In montagna invece il problema potrebbe esser rappresentato dalle valanghe, tanto che sull’arco alpino l’allerta è passato da ‘marcato’ a ‘forte’, mentre sul centro-sud, dove è tornato il caldo, saranno i venti forti a provocare i maggiori disagi. L’odissea nel giorno delle partenze per le vacanze di Natale, con la chiusura di fabbriche e stabilimenti – dopo quella vissuta nei giorni scorsi dai pendolari dei treni saltati per il gelo sulle linee secondarie e dagli automobilisti lungo le strade e le autostrade sommerse di neve – è iniziata nella notte quando sette treni sono rimasti bloccati sulla Milano-Bologna, con ottocento persone a bordo che sono state assistite dalla Croce Rossa e dalla Protezione Civile.

Ed è deflagrata nelle prime ore della mattina, quando è andata in tilt la stazione di Milano. “A causa di una repentina e anomala formazione di ghiaccio – hanno spiegato le Ferrovie – si sono verificate numerose rotture della linea elettrica nelle tratte da Milano verso Bologna e Genova”. Le linee sono state ripristinate nel corso della mattinata, ma i ritardi accumulati hanno provocato il blocco della stazione, che ha avuto ripercussioni su tutta la rete nazionale. Disagi pesanti che hanno provocato la dura presa di posizione del presidente della Lombardia Roberto Formigoni – “é inaccettabile” il blocco della rete, dice, “dovevano consultarci, avremmo potuto trovare soluzioni alternative” – e le critiche ai vertici delle Ferrovie dei macchinisti della storica rivista ‘ancora In Marcia!’, che hanno chiesto scusa ai cittadini “a nome di tutti i ferrovieri”, esprimendo “imbarazzo per l’atteggiamento poco rispettoso, al limite dell’offensivo, tenuto dai vertici aziendali”.

L’amministratore delegato di Ferrovie Mario Moretti non risponde, ma sta valutando la possibilità di indennizzare tutti quei cittadini che sono rimasti bloccati per ore. “Discuteremo sui rimborsi perché sappiamo che la gente ha avuto dei disagi” spiega, sottolineando comunque che le Ferrovie “già rimborsano chi rinuncia al viaggio. E di rimborsi ne abbiamo già fatti 7mila”. Diverso però il discorso per “chi desidera comunque viaggiare”, prosegue Moretti, perché “per noi questi viaggi costano molto di più di un viaggio regolare”. Ma, ribadisce, comunque ‘discuteremo anche di rimborsi”. Con Moretti si schiera il ministro della Difesa Ignazio La Russa, secondo il quale “sarebbe da provinciali prendersela con lui” visto che l’ondata di maltempo “ha creato meno problemi in Italia che in Francia”.

I disagi però, ammette, ci sono stati e dunque “c’é ancora qualcosa da fare sulle nostre ferrovie”. Il ministro si fa anche portavoce dell’appello lanciato dall’Anci Lombardia di una deroga al patto di stabilità interno per far fronte alle spese sostenute dai comuni più colpiti dal maltempo. “Può darsi che questo possa aiutare a una piccola deroga al patto di stabilità – dice – ma di questo voglio che se ne occupi direttamente il ministro Tremonti”. Se le ferrovie sono state ancora una volta le più penalizzate, anche sulle strade ci sono stati disagi, e non è andata meglio alle 1.500 persone che avevano scelto di muoversi per mare: un principio di incendio ha bloccato da ieri sera nel porto di Genova il traghetto delle ‘Grandi navi veloci’ diretto a Palermo. E così ai cittadini è toccata la stessa sorte di quelli bloccati nei treni: una notte al freddo, nelle cabine senza riscaldamento.