Carenza acqua, rischio guerra mondiale: ecco le aree più vulnerabili

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 ottobre 2018 6:33 | Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2018 1:05
Carenza d'acqua, rischio guerra mondiale: ecco le aree più vulnerabili

Foto Ansa

ROMA – Scienziati del Centro comune di ricerca europeo (JRC) hanno mappato le aree in cui è probabile possa esplodere il futuro conflitto mondiale a causa della carenza dell’acqua, alimentata dal cambiamento climatico e la crescita della popolazione. 

Entro i prossimi 50-100 anni le aree vulnerabili, secondo i ricercatori dell’Eur, potrebbero dover affrontare “problemi idropolitici” per la scarsità di quello che è ormai considerato l'”oro blu” e le probabilità di conflitti legati all’acqua sono tra il 75% e il 95%.

“La concorrenza sulle risorse idriche limitate è una delle principali preoccupazioni per i prossimi decenni”, hanno spiegato gli scienziati.

“Anche se le questioni idriche in passato non sono state l’unico fattore scatenante della guerra, le tensioni sulla gestione e l’uso dell’acqua dolce rappresentano una delle principali preoccupazioni nelle relazioni politiche tra gli stati rivieraschi e possono esacerbare le tensioni esistenti, aumentare l’instabilità regionale e i disordini sociali”.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Global Environmental Change, arriva sulla scia del rapporto delle Nazioni Unite: ha avvertito che prima che il pianeta precipiti in condizioni di caldo estremo, siccità, inondazioni e povertà, il mondo ha solo 12 anni di tempo per fermare il riscaldamento globale.
“Lo scopo del nostro studio è duplice. Il primo è che abbiamo voluto evidenziare i fattori che portano alla cooperazione politica o alle tensioni nei bacini fluviali transfrontalieri” ha dichiarato in una nota Fabio Farinosi, autore principale dello studio.

“Il secondo scopo è che volevamo mappare e monitorare la probabilità di questo tipo di interazioni nello spazio e nel tempo e in condizioni socioeconomiche mutevoli”.

Per esaminare i precedenti episodi di conflitto e cooperazione legati alle “risorse idriche transfrontaliere”, i ricercatori hanno utilizzato un algoritmo e studiato i legami tra l’acqua dolce, lo stress climatico, la pressione umana sulle risorse idriche e le condizioni socio-economiche, scrive il Daily Mail. 

I dati sono stati poi utilizzati per prevedere dove si sarebbero verificate in futuro le interazioni positive o negative legate all’acqua. I ricercatori hanno identificato cinque punti caldi principali, tra cui il Nilo, il Gange-Brahmaputra, l’Indo, il Tigri-Eufrate e il Colorado. Le future condizioni demografiche e climatiche probabilmente creeranno ulteriore pressione sulle scarse risorse idriche.
Poiché l’acqua sarà più difficile da trovare, si prevede che ciò “aumenterà la concorrenza tra i paesi”, hanno spiegato i ricercatori.

Tuttavia, non tutti gli hotspot per la scarsità d’acqua saranno densi di conflitti, “dipenderà da quanto bene saranno preparati e attrezzati i paesi che devono cooperare. Ci auguriamo che la nostra ricerca sia d’aiuto, accresca la consapevolezza dei rischi così che le soluzioni possano essere studiate in anticipo”.