Mare o discarica? Rapporto rivela: 32 rifiuti per kmq

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Novembre 2015 12:29 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2015 12:29
Mare o discarica? Rapporto rivela: 32 rifiuti per kmq

Mare o discarica? Rapporto rivela: 32 rifiuti per kmq

ROMA – Il mare italiano sta diventando una discarica. Plastica, metalli, legno e scarti della pesca: nel mare ci sono 32 rifiuti per chilometro quadrato in media. Questo è quanto emerge dal rapporto Marine Litter 2015 di Goletta Verde di Legambiente sui rifiuti che galleggiano tra mar Tirreno, Adriatico e Ionio. Le coste più colpite sono quelle della Campania, tra Mondragone e Acciaroli. Un rapporto steso dopo 205 ore di osservazione diretta, oltre 2600 chilometri di navigazione e il monitoraggio di 120 chilometri quadrati di mare, per un totale di 2597 rifiuti raccolti sulle coste.

Monica Rubino su Repubblica scrive che il mare italiano non è ancora ai livelli del “plastic vortex“, l’isola di rifiuti galleggianti che si è formata nell’oceano Pacifico, ma i numeri registrati da Legambiente sono comunque preoccupanti:

“L’invasione della plastica. Il quadro che emerge è sconfortante: nei nostri mari si contano in media ben 32 rifiuti galleggianti ogni chilometro quadrato, con una stragrande maggioranza di rifiuti plastici (circa il 95%), soprattutto teli (39%) e buste di plastica, intere e frammentate (17%), concentrate soprattutto nel Mar Adriatico (dove se ne contano 5 ogni kmq). Seguono cassette di polistirolo (quelle che si usano per contenere il pescato) e frammenti (7%), bottiglie di plastica (6%), reti e lenze (5%), stoviglie di plastica (2%). Il restante 5% dei rifiuti marini è costituito da carta (54%), legno manufatto (21%), metalli (12%), gomma (6%), tessili (4%) e vetro (3%)”.

Una situazione che, spiega Giorgio Zampetti di Legambiente, è decisamente preoccupante. L’alto livello di rifiuti, soprattutto di plastica, non solo è dannoso per l’ambiente, ma anche per l’ecosistema marino e la fauna. La maglia nera, per densità di spazzatura, va al mar Tirreno:

“Il mare più “denso” di spazzatura galleggiante è ilTirreno centrale, dove sono stati contati 51 rifiuti/Kmq. In particolare, la  costa campana, tra Mondragone (Ce) e Acciaroli (Sa) conta una densità record di 75 rifiuti al Kmq. Sempre nel Mar Tirreno, nella parte meridionale, la maggiore densità media è di 55 rifiuti al Kmq e riguarda il tratto fra Palermo – Sant’Agata di Militello e le Isole Eolie.

Al secondo posto nella classifica dei mari più disseminati di rifiuti galleggianti c’è l’Adriatico meridionale, con una densità di circa il 34% per Kmq. Segue lo Ionio, con il 33%. Nell’Adriatico il tratto più critico è quello compreso tra Cesenatico e Ancona, dove sono stati rilevati 42 rifiuti per Kmq. Sempre in questo mare è stata registrata una presenza più massiccia di rifiuti legati al settore pesca (55%), come cassette di polistirolo, reti e lenze.

In generale, è emerso che il 54% dei rifiuti ha una presunta origine urbana e domestica, risultato di cattiva gestione e dell’abbandono consapevole da parte dei singoli. Il 32% è, invece, derivante da attività produttive e industriali, ad esempio la pesca come abbiamo visto, i cui rifiuti costituiscono il 12% del totale di tutti i detriti monitorati”.

E così anche nel mare italiano arriva il preoccupante fenomeno della presenza di microplastiche tra le acque degli arcipelaghi italiani:

“Grazie a un protocollo d’intesa tra Ispra e Legambiente, è stato condotto, nell’estate 2015, anche il primo studio preliminare sulla presenza di microplastiche negli arcipelaghi italiani: sei le isole campionate. Il picco massimo è stato registrato a largo dell’isola di Ischia, dove sono state rilevate 528 microparticelle di plastica per 1000 metri cubi di acqua. A seguire l’Isola d’Elba (324 microplastiche/1000mqacqua), l’Isola dell’Asinara (222), San Domino-Isole Tremiti (186), Isola di Lipari (102) e, infine, Ventotene con 60 microparticelle di plastica in mille metri cubi di acqua”.

Quei rifiuti che non restano in mare, invece, arrivano a spiaggiarsi sulle coste:

“Rifiuti che non si trovano soltanto nei mari e nei fondali ma anche sulle spiagge. L’indagine “Beach litter”- eseguita dai volontari di Legambiente da aprile a maggio 2015 su un’area di 136.330 mq, pari a quasi 20 campi da calcio – ha permesso di individuare e smaltire 22.114 rifiuti spiaggiati. In particolare sono stati trovati 17 rifiuti ogni 100 mq, 5 rifiuti in più ogni 100 mq rispetto allo studio dell’anno precedente”.