Mari in pericolo/ I pesci stanno diventando rarissimi. Mangeremo solo quelli d’allevamento

Pubblicato il 29 Luglio 2009 13:25 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2009 18:28

pasci-di-allevamentoSulle nostre tavole il frutto del duro lavoro dei pescatori sarà sempre di più una rarità. Passi se mangeremo solo pesce d’allevamento, ma il fatto che dovrebbe far paura riguarda la progressiva estinzione delle più comuni varietà ittiche dai mari del mondo.

Tra pochi anni pesci comuni come il tonno o il branzino arriveranno sulle nostre tavole quasi esclusivamente da stabilimenti come quello di Mira in Portogallo. La ragione è semplice, di tonni e branzini liberi nel Mediterraneo non ce ne sono quasi più. E allora se proprio vogliamo mangiare pesci, mangeremo quelli allevati a Mira, la più grande «fabbrica di pesce» al mondo, 3,5 km di mare aperto recintato, proprietà di una multinazionale spagnola.  Qui, la produzione di rombi è stata di 3500 tonnellate quest’anno. L’anno prossimo saranno quasi mille.

Lo stato della pesca libera desta inquietudine. L’allarme arriva da più fonti, tutte concordi nel definire la situazione catastrofica. L’Unione Europea ha puntato il dito più volte sui danni irreparabili causati dalla pesca intensiva. L’80% dei mari europei è pescato così intensivamente che il suo rendimento è ridotto. Secondo l’organizzazione ecologista “Oceana”  il 69% delle nostre riserve ittiche sono in via di esaurimento mentre, stando ai dati di Greenpeace, tra qualche anno almeno 15 specie diventeranno introvabili.

E’ in questa congiuntura che gli immensi allevamenti di pescicoltura che si trovano lungo le coste e negli specchi d’acqua dolce si stanno moltiplicando.  L’acquacoltura è, infatti, il settore alimentare che più sta crescendo nel mondo e la tendenza, c’è da esserne certi, non sarà invertita. La ragione è molto semplice: il rapporto della Fao calcola che nel 2006 il 47% dell’intero consumo mondiale giungeva dalle «fabbriche del pesce» mentre nel 2002 era 13,2%, e appena il 6% nel 1970. Con una popolazione mondiale che raggiungerà, alla fine del XXI sec., i 9 miliardi di persone, stabilimenti come quello di Mira aumenteranno la già enorme produttività mentre, parallelamente, nuovi allevamenti nasceranno lungo i litoranei. Con buona pace del radicale danneggiamento provocato da questa coltura intesiva agli eco-sistemi marini.